C’è qualcosa che non va per i fruitori del cashback, iniziativa nata da poco e già ci sono i primi malfunzionamenti

Cashback, qualcosa sta andando storto: chi deve spiegarcelo?
Pagamento cashless (Fonte foto: web)

Intanto che le cose non funzionano e gli stessi fruitori del piano cashback si chiedono il perché, le associazioni dei consumatori stanno pensando di alzare la voce e chiedere spiegazioni.

Con dicembre, è terminato anche il primo passo del rimborso del 10% sulle spese, ricordiamo accettate solo in forme cashless ed avvenute in negozi fisici, così che da poco gli italiani tramite App Io, hanno scoperto quale sarà il loro rimborso.

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Malfunzionamenti ed eventuali controlli: cosa succede al cashback

Sono moltissimi e con i giorni aumentano, gli usufruitori del sistema che lamentano un malfunzionamento. Per l’esattezza, c’è chi lamenta un importo sbagliato o anche chi afferma che non tutte le transazioni sono registrate nel sistema. L’Adiconsum, assecondata da altre associazioni vicine ai consumatori, hanno iniziato una protesta perché ci siano maggiori controlli. Il problema tra l’altro non coinvolge solo chi ha provato ad usufruire di questo programma nel Cashback di Natale, ma anche lo Stato stesso, visto che i fuitori potrebbero voler abbandonare il programma, se le cose non si mettessero a posto.

Chi si occupa di controllare queste cose? I consumatori si sono scagliati contro PagoPa, ma la società in realtà non ha alcun potere di controllo sui rimborsi e nemmeno sui mancati accrediti o su quelli inesatti. Chi gestisce i reclami è la Consap. Lo riporta il Decreto del Ministero dell’Economia n. 156 del 24 novembre 2020, se lo si legge si capisce subito in questi casi da chi andare a reclamare.

Infatti è la concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici a dover accogliere i reclami. Questi, sono da inviare quindi ora all’associazione giusta, ma il suggerimento per i cittadini, è quello di ricontrollare la sezione Portafoglio sull’app, prima di mandare richieste che potrebbero essere errate.

Quale errore possono però, aver commesso i cittadini che ricorrono al Cashback? In molti non hanno compreso che non si può pagare due volte nello stesso negozio, se nell’arco della stessa giornata. La registrazione avviene solo per il primo pagamento, questa decisione che è stata presa per evitare il raggiro del frazionamento per importi superiori a 150 euro. Potrebbe essere accaduto questo e quindi i conti non quadrano, anche se non è detto che effettivamente non sia qualcosa che non va a non far partire nel modo giusto il cashback.