Aria di crisi per il Governo Conte, che rischia di cadere. Se da un lato Renzi sembra intenzionato a ritirare la delegazione di Italia Viva, dall’altro canto il premier non esclude una sfida in Parlamento.

Natale "libero": il governo fa dietrofront
Giuseppe Conte (Fonte foto: web)

In seguito all’emergenza Covid il governo ha adottato una serie di misure volte a contrastare la diffusione del virus. Una situazione che ha registrato un notevole impatto non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico, con alcuni settori maggiormente colpiti di altri. Proprio in questo contesto il governo ha deciso di stanziare negli ultimi mesi una serie di aiuti, volti ad aiutare i più bisognosi ad affrontare questo momento di crisi.

Oltre al Covid, però, ci si ritrova a dover fare i conti con quella che può essere definita una crisi di Governo. Renzi, infatti, ha fatto sapere di essere intenzionato a ritirare la delegazione di Italia viva subito dopo il voto sul piano per i fondi europei. Il premier Conte, dal suo canto, non esclude una sfida in Parlamento. Al momento, comunque, si tratta di rumors e bisogna attendere le prossime ore per capire se Renzi farà davvero cadere il Governo, oppure riusciranno a trovare un punto di incontro.

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Se cade il Governo, gli scenari della crisi: ecco le possibili soluzioni

In attesa di vedere cosa accadrà al Governo Conte, in molti iniziano a chiedersi cosa potrebbe accadere se tali voci si tramutassero in realtà. Ebbene, a tal fine bisogna innanzitutto ricordare che si parla di crisi di Governo quando si interrompe il rapporto di fiducia con il Parlamento.

Quando si verifica tale circostanza, tocca al Presidente della Repubblica prendere le redini della situazione, cercando di evitare appunto che il governo cada. Dopo aver ascoltato i leader delle forze politiche e i capigruppo di Camera e Senato, si decide se optare per una delle seguenti soluzioni:

  • rinvio alle Camere, ovvero si sottopone il governo ad una ulteriore verifica del rapporto di fiducia sia in Senato che in Camera dei deputati;
  • nomina di un nuovo governo, presieduto dallo stesso Presidente del Consiglio, ma modificando l’assetto dei Ministri ed eventualmente dei Ministeri;
  • nomina di un nuovo Presidente del Consiglio all’interno della stessa maggioranza, oppure di una maggioranza politica diversa;
  • formazione di un Governo tecnico o di scopo con durata limitata al periodo di tempo che manca alle nuove elezioni.

Nel caso in cui la situazione non possa essere risolta grazie all’ausilio di una delle soluzione appena descritte, ecco che si passa alle elezioni, attraverso le quali ottenere una nuova maggioranza che avrà il compito di formare l’esecutivo. Il Presidente, quindi,
provvede a sciogliere le Camere e ad indire le elezioni anticipate. Queste devono essere svolte non prima di 45 giorni dalla dichiarazione della crisi di governo ed entro massimo 70 giorni.