Un anno fa ebbe un incidente sul lavoro, oggi invece è stato licenziato; l’odissea di un operaio cinquantenne

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Non trova pace un  ex dipendente nello stabilimento della Fibro S.p.A. a Cumiana. Un’azienda che opera nel settore dell’automotive e produce cappelliere e tendine da sole, con circa 800 dipendenti.

L’operaio era stato assunto 5 anni fa, nel 2016, tramite agenzia interinale, poi a dicembre 2018 fu assunto a tempo indeterminato.

La sua via crucis è iniziata a novembre 2009, il 7 novembre, quando è stato investito sulle strisce da un carrello elevatore. Sette giorni la sua prognosi.

Oltre al danno dell’incidente, però, è arrivata la beffa, perché l’azienda la settimana successiva gli ha contestato l’accaduto con una lettera.

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Licenziato dopo un incidente sul lavoro: il calvario di un operaio 50enne

L’operaio, disperato, si rivolge al sindacato Fim-Cisl, che prende in carico la sua causa.

L’azienda a sua volta, decide di chiedere all’Inail di avere accesso agli atti relativi all’infortunio, ma per privacy il consenso le viene negato.

L’azienda decide così di spostare il lavoratore in un altro settore, ma la nuova mansione gli provoca forti dolori agli arti e l’affanno.

L’operaio chiede di essere di nuovo spostato in un altro reparto e richiede anche una visita medica per stabilire le cause del suo costante affanno.

L’azienda non accetta lo spostamento e la visita viene fissata dopo trenta giorni. Ma prima della visita straordinaria il dipendente riceverà due contestazioni per lavorazioni mal eseguite, punite con 4 giorni di sospensione.

Una settimana fa è stato licenziato per motivi soggettivi.

L’operaio ha deciso di impugnare il provvedimento in tribunale, affiancato dal sindacato: «Si tratta di un licenziamento anomalo — dice Infantino della Fim — stiamo parlando di un lavoratore modello assunto a tempo indeterminato 12 mesi prima. L’incidente ha modificato l’atteggiamento dell’azienda nei suoi confronti.

Le scelte dell’azienda risultano inspiegabili e non si possono non contestare soprattutto se decise nei confronti un lavoratore assunto come categoria protetta a causa di un’invalidità».