Vale un licenziamento che avviene tramite WhatsApp? Cosa prevede la legge per questo tipo di allontanamento

I casi in cui il licenziamento su WhatsApp vale: come funziona
WhatsApp (Fonte foto: web)

Per i datori di lavoro, il licenziamento è un argomento da trattare sempre con accuratezza, visto che i lavoratori possono ricorrere ai loro diritti, in caso di un imprevisto errore. Tra le ultime novità, le decisioni della Cassazione sul licenziamento legato a malattia.

Ma oggi parliamo di una modalità nata da pochi anni, voluta dall’evoluzione. Con l’uso diventato tanto comune di WhatsApp, è ormai possibile essere licenziati anche tramite chat. E qui cosa dice la giurisprudenza?

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Licenziamento tramite documento scritto: vale sempre?

Partiamo da un presupposto incommutabile: la comunicazione del licenziamento resa al lavoratore deve essere fatta sempre per iscritto. Secondo infatti, l’art 2 della Legge 604, nessun licenziamento fatto per via orale ha un valore. Generalmente infatti, i datori di lavoro usano il mezzo raccomandata, oppure il telegramma. Oggi però le cose sono mutate e non siamo nuovi a licenziamenti più fast, tramite sms o WhatsApp.

Il risultato è che ci si è arrivati a chiedere l’effettiva valenza di tale mezzo, ma effettivamente le regole del diritto del lavoro non specificano quale è la strada unica da seguire. Infatti, non è la legge a parlare di raccomandate o lettera, si può dedurre che basti anche un avviso scritto consegnato a mano. E così si è andati poi nel dettaglio dell’argomento.

Perfetto, qualunque documento scritto può bastare, non è previsto il non uso di internet. Quindi vanno bene anche e-mail e messaggi WhatsApp. Deve però esserci una “prova legale”, dell’avvenuta lettura. Ma non vale il messaggio di “avvenuta lettura”, che spesso parte in automatico. Quindi qualunque tipo di comunicazione scritta sarà valida purché potremo acclarare che il messaggio è effettivamente arrivato e stato letto dal lavoratore.

In questo caso una testimonianza potrà essere la lettera di contestazione del licenziamento, che per forza di cose, prova la comunicazione. Quindi, secondo la Cassazione, il licenziamento tramite l’app di messaggistica vale, visto che è una testimonianza scritta di lienziamento, solo se ne consegue un comportamento del lavoratore che provi l’avvenuta lettura.