Prevista una contrazione del Pil pari al 4%. E le incertezze della pandemia pesano quanto il nodo non sciolto sui servizi finanziari. La Brexit è ancora un’incognita.

Brexit

Finalmente alle spalle la paura del No deal, ora c’è da fare i conti con la Brexit vera e propria. Per la serie, fatta la secessione europea, ora bisogna fare i britannici non più europei. Perché il percorso, nonostante tutto, potrebbe essere meno semplice di quanto non si pensi. C’è da reimpostare anche il modo di pensare la quotidianità, specie per i lavoratori abituati a passare le frontiere. Ma anche l’assetto economico, vuoi anche per la fase generale di incertezza, sembra pesare non poco.

E spaventare anche. Perché se è vero che il 31 dicembre la Brexit si è concretizzata senza scossoni, è anche vero che alcuni punti dell’accordo vanno ancora limati. Quasi più a beneficio dei cittadini che dei tecnici.

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Brexit e Covid, la morsa sul Regno Unito: attesa maxi contrazione del Pil

Servirà innanzitutto trovare la quadra definitiva sui servizi finanziari, tassello lasciato da parte per permettere di arrivare a dama e scongiurare il no deal. Ora però andrà ridiscusso e non è escluso che possa causare qualche dissapore nell’immediato futuro. Forse è anche questo elemento che destabilizza le previsioni della Bank of England, col governatore Andrew Bailey che ha indicato nell’ultimo rapporto i probabili impatti che la Brexit avrà sull’economia britannica.

E, come al solito, non è tutto oro quello che luccica. La previsione è infatti una contrazione del Prodotto interno lordo perlomeno di 4 punti. E, del resto, c’è da considerare anche un altro fattore determinante, come la pandemia da Covid-19. In Gran Bretagna ha colpito in modo estremamente forte e, da qualche settimana, di mezzo ci si è messa anche una nuova variante. Se le autorità britanniche riusciranno a tamponare sull’emergenza sanitaria, gli sforzi maggior potranno essere concentrati sulle scorie della Brexit. In caso contrario, lo scenario si annuncia piuttosto complicato.