La Legge di Bilancio introduce il Bonus Pubblicità, ovvero un credito d’imposta pari al 50% della spesa dell’investimento fatto su giornali quotidiani e periodici, anche online.

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Il bonus pubblicità è stato introdotto dal D.L. 50/2017, all’art.57-bis, che ha previsto un credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari effettuati da imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali.

Per l’anno 2018, è stato riconosciuto, sulla stampa quotidiana e periodica nonché sulle emettenti televisive e radiofoniche, un credito d’imposta del 75%.

Si ha diritto a questo credito a condizione che gli investimenti nuovi superino di almeno l’1% gli investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente.

Successivamente, il D.L. 59/2019 ha disposto una modifica: il venir meno dell’applicazione di due diverse aliquote in base al soggetto investitore.

Anche il decreto Cura Italia e il D.L. Rilancio hanno apportato modifiche al bonus pubblicità

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Bonus pubblicità: cosa cambia nel 2021

Il decreto Cura Italia, stabiliva, per l’anno 2020, un importo del credito d’imposta pari al 30% del valore totale degli investimenti effettuati anziché ai soli investimenti incrementali.

Successivamente il D.L. 34/2020, decreto Rilancio, ha ripreso l’intervento del “Cura Italia” prevedendo che il credito d’imposta fosse concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti, nella misura del 50% del valore degli investimenti effettuati, non solo sui giornali quotidiani e periodici, anche online.

Dal Bonus pubblicità 2021- 2022 sono esclusi: gli investimenti effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.