Il Consiglio nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro vede nell’obbligatorietà del vaccino anti-covid l’unica via per fermare il contagio

Vaccino anti-covid
Foto di Katja Fuhlert da Pixabay

Il vaccino anti-covid sta dividendo l’Italia e il mondo intero. Nel nostro paese la campagna di vaccinazione è iniziata lo scorso 27 dicembre. L’auspicio è che questa possa essere la soluzione per vedere la luce in fondo al tunnel.

Al contempo però sono molte le persone che hanno destato lievi o marcate perplessità sulla tematica. Dubbi che possono starci visto che per ora di certezze assolute non ce ne sono.

C’è però una categoria che si è detta estremamente favorevole. Anzi vorrebbe proprio che venga istituto l’obbligo di vaccinarsi, soprattutto in situazioni lavorative aziendali in cui è previsto un maggiore contatto.

LEGGI ANCHE >>> Non comprate quel vaccino: se lo vendono online è una truffa

LEGGI ANCHE >>> Vaccino anti-covid: chi ci chiamerà quando toccherà a noi?

Vaccino anti-covid obbligatorio: le ragioni del Consiglio Nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro

Si tratta della Fondazione Studi del Consiglio nazionale degli ordini dei consulenti del lavoro, che ha spiegato le proprie ragioni nell’approfondimento del 22 dicembre. A loro parere il vaccino deve essere considerato come una misura necessaria per tutelare l’integrità fisica di coloro che prestano la propria forza lavoro. Solo in questo modo si potrà stoppare ed impedire in futuro il contagio in azienda.

L’approfondimento in questione poggia le proprie basi sull’articolo 42 del decreto legge 17 marzo 2020, numero 18. Secondo questa disposizione l’infezione Covid-19 va considerata alla stregua di un infortunio sul lavoro (così come erano state catalogate in passato l’infezione carbonchiosa e l’infezione malarica).

Nonostante i titolari si stiano man mano cercando di garantire la massima sicurezza sui posti di lavori (anche con misure piuttosto costose) secondo l’ordine dei consulenti del lavoro non ci sono strade più efficaci del vaccino.

Dunque, ai datori di lavori andrebbe data la possibilità di pretendere che ciascuno dei suoi dipendenti si sottoponga alla vaccinazione. Sarebbe una tutela sia per tutti i lavoratori, sia per la produttività aziendale che così non verrebbe minata dell’effetto domino dei contagi.