L’imprenditore visionario cinese sembra sparito nel nulla. Di lui si sono perse le tracce da due mesi dopo la stretta della Cina sul suo impero.

Jack Ma il fondatore di Alibaba è sparito. Le sue tracce si sono perse ormai da due mesi e nessuno sa più che fine abbia fatto l’uomo d’affari cinese.

Il presidente della Cina Xi Jinping aveva bloccato, solo 48 ore prima un’operazione di Ma da 37 miliardi di dollari, ovvero la doppia quotazione nelle borse di Hong Kong e Shanghai della mega Ipo di Ant Group, la fintech di Alibaba. Era inizio novembre e da quel momento nessuno sa più che fine ha fatto l’imprenditore.

Il presidente Jinping e il partito comunista non avevano apprezzato alcune critiche che Jack Ma aveva fatto pubblicamente in un evento a ottobre a Shanghai definendo inadeguato il sistema finanziario cinese e criticando aspramente anche le banche cinesi che secondo lui operano con “mentalità da banco dei pegni”.

“La buona innovazione non ha paura delle regole, ma di regole antiquate”, aveva dichiarato l’imprenditore cinese.

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E’ mistero sulle sorti di Jack Ma: l’imprenditore aveva fatto alcune critiche alla Cina

Secondo alcune indiscrezioni del Financial Times, le autorità cinesi avevano intimato all’imprenditore di Alibaba di non lasciare il paese, tanto che si era fatto sostituire da un dirigente della sua azienda durante la finale di un concorso televisivo africano per giovani imprenditori.

Tutto ciò che si sa al momento è che la sua compagnia Alibaba è al centro di indagini delle autorità cinesi antitrust per presunte pratiche monopolistiche e che Ant Group è attenzionato dalle autorità di regolamentazione.

Per quanto riguarda l’imprenditore visionario, invece, nessuno sa se sia volontariamente sparito per un periodo per paura di ritorsioni personali oppure se sia stato fatto sparire come la stampa internazionale ipotizza.

Di certo c’è che l’imprenditore visionario, in passato premiato proprio dal presidente Xi Jinping per le sue doti di innovatore, stava decisamente dominando la scena finanziaria cinese, aumentando di fatto il proprio poter in maniera forse scomoda per l’equilibrio finanziario cinese.