Sperava di riuscire a superare l’esame di guida con un trucco tecnologico, invece un uomo di Frosinone è stato beccato e denunciato.

Un congegno elettronico di ultima generazione nascosto nella giacca, collegato con un complice che, da fuori, gli forniva le risposte esatte. Così un uomo di Frosinone sperava di riuscire a superare la parte teorica dell’esame di guida per la patente C, quella per guidare i camion per intenderci.

Ma l’uomo, un 42enne residente nel capoluogo ciociaro, non aveva fatto i conti con chi avendo notato nel suo comportamento qualcosa di sospetto ha allertato gli agenti di polizia stradale.

Il fatto è avvenuto all’interno della Motorizzazione di Rieti dove il frusinate si era recato per svolgere l’esame.

Nel corso del controllo i poliziotti hanno rinvenuto, ben occultato sotto la giacca e all’interno di un bottone, un dispositivo elettronico molto sofisticato. L’aggeggio tecnologico si componeva di una microcamera, un micro auricolare e un dispositivo di trasmissione e ricezione con scheda Sim.

Il congegno di ultima generazione permetteva di inviare le immagini della prova di esame a un complice che si trovava all’esterno del locale e che poteva così suggerire tutte le risposte esatte.

LEGGI ANCHE >>> Telefonia, sottratti i dati dei clienti di Ho mobile, l’azienda avvisa

LEGGI ANCHE >>> RC Auto: in arrivo la stangata per 700mila automobilisti

Esame di guida con il trucco: vere e proprie truffe organizzate

Inutile dire che la polizia ha annullato la prova d’esame e sequestrato il materiale rinvenuto addosso al frusinate. L’uomo è stato denunciato per truffa in concorso.

Non si tratta certo della prima volta che si sentono truffe del genere, da quando la tecnologia è diventata sempre più piccola e meno costosa di truffe così si sono riempite le cronache dei giornali.

Solo poche settimane fa anche a Brescia due donne e un uomo sono stati denunciati perché trovati in possesso di simili congegni durante l’esame di guida. In un caso, l’esaminato ha approfittato addirittura dell’emergenza Covid per nascondere la microcamera tra due mascherine incollate tra loro.

Sempre più spesso si tratta di soggetti con scarsa scolarizzazione oppure di stranieri non in grado di parlare la lingua italiana.

I soggetti cercano di ottenere la patente di guida attraverso questi stratagemmi che diventano vere e proprie truffe organizzate insieme ai complici all’esterno. Esiste ormai un vero e proprio tariffario per i cosiddetti “suggerimenti“.