Oggetti in oro? Non sempre sono di puro oro: gli esperti indicano gli elementi da tenere in considerazione per valutarne il valore.

Oro
Foto di Qimono da Pixabay

Non c’è niente di strano nell’affezionarsi a un oggetto prezioso. Molto spesso il lato veniale conta poco: veramente importante è il ricordo correlato, magari un aneddoto o una persona cara. Certo, possedere qualcosa di valore, soprattutto se d’oro, può rappresentare anche una possibile fonte di sostegno qualora le circostanze lo richiedano. Non tutti, però, sono ben consapevoli di quanto effettivo valore abbiano gli oggetti in questione. Posto che, come detto, non è quasi mai questione di prezzo.

Non è tutto oro quel che luccica, e va bene, ma alcuni fattori possono darci un’indicazione sommaria di quanto possa valere un oggetti in metallo giallo. Questo esclusivamente per dare un’idea del potenziale tesoretto in mano senza saperlo.

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Vecchi gioielli in casa? Non è tutto oro quel che luccica: occhio ai carati

Innanzitutto, va detto, non né la grandezza a determinare il valore di un oggetto in oro. E nemmeno le possibili sfumature cromatiche sono indicatori attendibili. Ben più utile, sicuramente, cercare di capirci di più per quanto riguarda i carati, l’elemento che fa davvero il prezzo dell’oggetto. A questo proposito, vale la pena ricordare che l’oro viene assemblato nell’ambito di una lega di metalli, il che rende la stragrande maggioranza degli oggetti fatti con tale materiale per la grandissima parte non di puro oro.

Detto questo, il carato resta la misura cardine. E può andare dai 24 ai 9, ovvero l’oro allo stato puro e quello sotto il 50%. Per quanto riguarda gli oggetti commerciali, quindi quelli più accessibili alle masse nonostante la loro natura preziosa, il numero standard di carati è 18. Ossia, del metallo ce n’è il 75%, mentre la restante percentuale è coperta con altri metalli. Gioielli sì quindi, ma non fino in fondo. Per questo è bene dare un’occhiata approfondita prima di decidere di investire qualcosa.