Cashback e alcuni errori da evitare. Non tutti gli acquisti sono ammessi per ottenere il nuovo bonus. Ecco tutte le spese che sono escluse.

Terminata la fase di rodaggio natalizio del cashback si è finalmente entrati nella fase definitiva. Anche se molti hanno lamentato il mancato rimborso di spese effettuate correttamente.

Bene, non si tratta di un disservizio. Quello che molti ancora non sanno è che non tutte le spese danno diritto al rimborso del 10%. Ecco la lista degli acquisti esclusi dal programma cashback.

Il bonus cashback consiste in un rimborso del 10% degli acquisti effettuati nei negozi fisici con qualsiasi carta di pagamento, fino ad un limite massimo di rimborso ottenibile pari a 15 euro per singola transazione.

Il programma si divide in periodi di tempo di sei mesi ciascuno e, per ognuno di essi, il rimborso massimo è pari a 150 euro. La somma accumulata verrà erogata solamente se si sarà raggiunto un minimo di 50 transazioni per ogni semestre.

Come già detto, il cashback si applica solo agli acquisti realizzati tramite dispositivi fisici degli esercenti (quindi tramite Pos). In altre parole, danno diritto al rimborso gli acquisti effettuati di persona nei negozi fisici con:

  • carta (di credito o di debito);
  • app di pagamento, come Satispay o BANCOMAT Pay;
  • altri sistemi di pagamento, come ad esempio Google Pay e Apple Pay

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Cashaback: occhio all’errore, ecco tutte le operazioni che non rientrano nel programma

Pertanto, sono esclusi dal programma e non rientrano nelle operazioni semestrali da conteggiare per ottenere il rimborso:

  • tutti gli acquisti online (Amazon e altri e-commerce);
  • i pagamenti effettuati nell’ambito di attività d’impresa, arte o professione;
  • gli acquisti presso gli esercenti che non dispongono di un “Acquirer Convenzionato” per partecipare al Programma (la lista degli Acquirer è disponibile sul sito io.italia.it);
  • tutti i pagamenti effettuati fuori dal territorio nazionale;
  • le operazioni eseguite presso gli sportelli ATM, come ad esempio le ricariche telefoniche;
  • i bonifici effettuati tramite SDD (Sepa Direct Debit);
  • i pagamenti ricorrenti, con addebito su carta o su conto corrente