Abitare in un condominio implica avere a che fare con altri condomini. Le cause di maggior litigio sono per schiamazzi notturni o comportamenti fastidiosi che distrubano la quiete familiare. Come tutelarsi.

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Attualmente, stando ad una recente indagine, le cause pendenti  tra vicini di casa sono più di due milioni.

L’ articolo 844 del codice civile,stabilisce che ogni cittadino deve impedire che rumori intollerabili provenienti dalla propria casa infastidiscano il vicinato.

Mentre, l’articolo 659 del codice penale punisce chiunque disturbi il riposo altrui o l’occupazione dei vicini di casa.

Sembra che la legge sia molto chiata nel tutelare la quiete condominiale ma non chiarisce i limiti di tollerabilità dei rumori.

Al fine di evitare spiecevoli inconvenienti sono i regolamenti condominiali ad indicare specifici orari dedicati al riposo durante i quali non è possibile far alcun rumore.

Qualora un condomino non rispettasse, l’assemblea, potrebbe richiedere formalmente all’interessato di cessare ogni disturbo in questi momenti della giornata.

Prima di procedere per vie legali, è ben far presente all’interessato che il rumore da esso causato sta arrecando un danno- Qualora questo non sortisse alcun effetto,  ci si potrà rivolgere all’amministratore e, successivamente adire le vie legali.

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Schiamazzi notturni dei vicini: come difendersi

La strada preferibile per dirimere eventuali screzi con i vicini è sempre quella del dialogo. Le cause legali possono essere estremamente lunghe e molto costose per entrambi.

Andare per vie legali comporta anche il fatto di danneggiare irreparabilmente il rapporto con gli altri condòmini.

Il magistrato, basandosi su prove certe come registrazioni audio, video e perizie di professionisti, valuterà quindi l’impatto del rumore insieme ad altre variabili come il contesto, gli orari e la persistenza del rumore.

Per provare i fatti il soggetto leso può portare come prova anche la testimonianza scritta di altri residenti nel condominio.

In caso di riconoscimento dell’illecito civile da parte dei disturbatori, il tribunale potrebbe disporre un risarcimento ai sensi dell’articolo 2043 del codice civile, risarcimento per fatto illecito.