Un’indagine di FB Bubbles evidenzia il giudizio degli italiani sui campi di investimento delle risorse europee. E i risultati sono diversi.

Recovery
Foto di USA-Reiseblogger da Pixabay

Altro che roba da esperti. Le discussioni politiche sulla task force che avrebbe dovuto guidare la stesura dei programmi di Recovery Plan non hanno intaccato il dibattito pubblico. Perché, se in altri tempi sarebbe stata una discussione quantomeno settoriale in seno al Mef, il Recovery e tutte le altre misure europee diventano ora di interesse generale. In ballo c’è il futuro dei lavoratori, la sopravvivenza delle imprese e, in qualche modo, anche la credibilità dell’Europa. E dei governi che quelle risorse devono gestirle.

Nel suo discorso al Paese, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha ricordato. L’Europa ha dato una risposta coesa, di sicuro migliore di quella che diede nel 2008. Altro giro, altri crisi, è vero. Ma sostanzialmente una crisi. Con chi ci rimette più degli altri. In questo caso il tessuto produttivo europeo, italiano nello specifico.

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Recovery Plan, non è (solo) politica: così gli italiani chiedono di investire le risorse

E allora, vista l’attinenza al dibattito popolare, gli italiani si sentono in dovere di dire la loro. La discussione politica resta alla politica. La task force interessa poco, o comunque non tanto quanto la distribuzione delle risorse. Duecentonove miliardi in gioco per il Next Generation EU e, naturalmente, dove saranno spesi. E, sorprendentemente, le idee del Paese sono variegate.

Per gli italiani, secondo l’analisi di FB Bubbles, la divisione di FB&Associati che sonda le opinioni online degli utenti, le priorità vanno date a numerosi settori: sanità, transizione energetica, parità di genere, innovazione digitale e istruzione. Tutti prioritari in effetti e, soprattutto per scuola, parità di genere e sanità, fra i più colpiti di riflesso o direttamente dalla crisi economica innescata dal Covid.

Il discorso ecologico entra meno nel dibattito. E’ entrato in Manovra invece, un po’ per la politica di rilancio e un po’ in ottemperanza alle disposizioni europee sulla rivoluzione green. Un piano di sostenibilità che, comunque, online ha generato 93.4 mila interazioni. Perlopiù a settembre, quando la questione era emersa in seno all’Europa, proprio nel momento in cui la Commissione europea stabiliva di destinare il 37% delle risorse del Recovery al Green Plan. Del resto, sulla sostenibilità Von der Leyen aveva puntato fin dal principio. La sfida sarà perseguire quella strada anche dopo il colpo di martello chiamato virus.