L’Italia torna in zona rossa a salutare l’arrivo del 2021. Tornano le restrizioni anti covid con una novità per il primo gennaio.

Il rosso sarà il colore del Capodanno. Ma questa volta non c’entrano gli indumenti che indosseremo la notte del 31 dicembre, anzi. Se ci siamo vestiti di rosso l’anno scorso, tanta fortuna non ha portato visto tutto quello che è successo nel 2020.

Per fronteggiare l’andamento dei contagi Covid ed evitare la tano temuta terza ondata, torna la zona rossa in tutta Italia. Da oggi, ultimo giorno dell’anno e fino a domenica 3 gennaio compresa, non potremo spostarci come vogliamo ma soprattutto saranno le attività commerciali a dovere sopportare un nuovo brusco stop. Ma non tutte. Il coronavirus non ci pensa proprio a lasciarci, nonostante i vaccini c’è l’urgenza di non amplificare il contagio, e allora meglio a casa che a rischiare.

Questa sera non potremo uscire dopo le 22 e domani mattina prima delle 7. La novità del 2021, dunque, è che il coprifuoco termina due ore dopo, ma solo dopo il veglione. Il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione è sempre un motivo legittimo di spostamento, così come gli spostamenti per lavoro, salute o necessità, serve l’auocertificazione.

“Il rientro a casa dopo essere andati a trovare amici o parenti – come scritto nelle risposte del Giverno – deve avvenire tra le 5.00 e le 22.00 (il 1° gennaio 2021 tra le 7.00 e le 22.00)”. E’ possibile spostarsi una sola volta al giorno, per fare visita a parenti o amici, anche verso altri Comuni, ma solo all’interno della stessa Regione e nel limite massimo di due persone. La persona o le due persone che si spostano possono portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono. Si può andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti.

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L’Italia saluta il nuovo anno in zona rossa, e c’è una novità: il coprifuoco

Dunque la mattina del primo gennaio non possiamo uscire di casa prima delle 7, a meno che non si rientri nei casi che vi abbiamo elencato di necessità. I ristoranti e le altre attività di ristorazione, compresi bar, pasticcerie e gelaterie, sono aperti esclusivamente per la vendita da asporto e per la consegna a domicilio. Chiusi tutti i negozi, tranne quelli che vendono beni di prima necessità e cioè alimentari, farmacie, tabacchi, edicole e parrucchieri.

È consentito svolgere sia attività motoria, individualmente e in prossimità della propria abitazione, sia attività sportiva, ma sempre e solo in forma individuale e all’aperto.