Recupera una nave dispersa e il suo carico da sogno. Poi si rifiuta di dire dove sia agli assicuratori. Una vita stravolta.

lingotti d’oro

Una storia quasi incredibile. Perché probabilmente quello che ha fatto Thomas Thompson, cacciatore di tesori americano, è il sogno di tutti. Partire per una spedizione, trovare un tesoro e passare alla storia. Solo che la sua vicenda non è andata esattamente come sperava. Il suo El Dorado lo rinvenne nel 1988, quando la sua strada si imbatté nientemeno che nella SS Central America, un piroscafo a vapore inabissatosi durante un viaggio verso New York, con a bordo una fortuna.

Addirittura dieci tonnellate d’oro, equivalenti a 292 milioni di dollari. Ricomparse davanti agli occhi del cacciatore di tesori e, così come accadde nel 1857 (anno dell’affondamento), sparite nel nulla. Niente che potesse convincere Thompson a rivelare il nascondiglio. Nemmeno la prigione.

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Trova nave e lingotti, la caccia al tesoro finisce bene ma non per il cacciatore: l’incredibile storia

Il treasure hunter si trova da cinque anni in un penitenziario sull’isola di Chateau d’If, nel mezzo del lago Michigan. Il problema, infatti, è che il progetto di recupero era stato finanziato da ben 167 investitori, per uno stanziamento complessivo di 12,7 milioni di dollari. Spesi sia per la nave da ricerca che per il modulo sottomarino che ha rinvenuto la Central America. Disegnato peraltro da Thompson stesso.

Thompson fu oggetto di denunce da 39 diverse ditte, tutte con assicurazione posta sul carico che viaggiava con lui (due tonnellate d’oro). Di lì, l’inizio di una controversia trentennale. A Thompson, infatti, spettò il 92% del valore del tesoro. L’arresto è arrivato nel 2015. In sostanza, il ricercatore si rifiuta di dire dove si trovi il “bottino” non dichiarato. E la sua detenzione si sta prolungando ben oltre quanto previsto (18 mesi) per chi si rifiuta di testimoniare. La condanna prevede addirittura una penale di mille dollari al giorno, arrivata ora a 1,7 milioni.

Thompson sembra comunque non preoccuparsi troppo visto che, una volta uscito, solo lui saprà dove si trova il tesoro. A quel punto ripagare tutto non dovrebbe essere un grosso problema. Una vicenda quasi da Cifrario Beale: un bottino enorme in oro, sepolto da qualche parte. Solo che stavolta non ci sono codici numerici da decifrare. E nessuna figura semileggendaria alla quale attribuire il nascondimento. Una storia della corsa all’oro che riaffiora dalle acque americane per incastrarsi nel presente.