Pochi milioni ma tanti dubbi. Il crash di Google potrebbe essere costato più di quanto non si pensi.

Google

Ci si è messo anche Instagram ma il primo ad andare in tilt, nella scorsa e complicata settimana, è stato Google. Tanto che gli utenti del web si sono scatenati, coniando un hashtag lampo (#googledown) e segnalando a ripetizione, quasi in ogni parte del mondo, problemi di accesso ai servizi. Gmail su tutti, ma anche Youtube e persino Meet. Senza dimenticare le varie problematiche nei servizi disponibili su app per smartphone e di sistemi Android.

In sostanza, una settimana da dimenticare per Google che, per forza di cose, ora dovrà fare due conti. Un’ora circa di interruzione, sufficiente a scatenare un effetto domino inatteso e inaspettato. Anche perché, ci piaccia o no, Google (e tutte le altre franchigie del web) è ormai parte integrante della nostra quotidianità. Anche lavorativa.

LEGGI ANCHE >>> Riecco #Googledown, Gmail ancora in tilt: cosa sta succedendo

LEGGI ANCHE >>> Giornataccia per Google, servizi in tilt in tutto il mondo: cosa rischiamo

Google due volte k.o., qual è il prezzo del tilt? La cifra fa pensare

Ora, tralasciando per un momento le problematiche dovute ai disservizi sul piano pratico, anche a livello economico Google ha avuto (e avrà) i suoi grattacapi. Non troppo sul fronte monetario, trattandosi di pochi milioni di dollari. Una cifra astronomica quasi per tutti ma non per Google. Piuttosto, è il contraccolpo in termini di dibattito sul monopolio dell’azienda che potrebbe provocare i guai maggiori.

Se si guarda ai freddi numeri, da Youtube sono arrivati introiti importanti per Google: circa 42 milioni di dollari al giorno nel 2019. Va da sé che un tilt, seppure breve, del sistema risulti un problema. In questo caso più tecnico che economico, visto che in media Google potrebbe aver perso poco più di 2 milioni in quell’ora di buco. Il punto, semmai, è che quello che una volta era un motore di ricerca, ora è una variabile indispensabile delle nostre vite. Da lui dipendono tanti lavori e, paradossalmente, anche le ricerche di lavoro. Quindi anche il sospetto di una falla nel sistema potrebbe spingere tante imprese a rivedere il proprio affidamento al 100%.

Perché in realtà c’è un effetto riflesso: bloccando tutto, si blocca anche il resto. E se per Google il contraccolpo economico può esser assorbito senza problemi, non così per coloro che, più piccoli, hanno interrotto le loro attività. Soprattutto di questi tempi.