Youtube, Drive, Hangouts e anche Meet, dove gli studenti svolgevano le lezioni a distanza: Google va k.o. all’ora di pranzo.

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Forse una ventina d’anni fa sarebbe stato concepibile e nessuno ci avrebbe fatto troppo caso. Ritrovarsi oggi, di punto in bianco, senza Google (con tutti i suoi servizi), Youtube, Drive e altre funzionalità come Hangouts potrebbe creare più di qualche problema. E in effetti lo ha creato visto che, praticamente da tutto il mondo, sono arrivate le più disparate segnalazioni sulla pur breve crisi avuta da Google. Il che non ci ha messo molto a prodursi in un hashtag di tendenza come #googledown.

Dall’Europa all’Australia, passando per Sud America, Canada e Sud Africa, fino all’Asia. Tutti con lo stesso problema, pur nelle sue diverse declinazioni. I principali malfunzionamenti, almeno nella fase iniziale, sono stati segnalati su Gmail, Drive e, soprattutto, la piattaforma Meet, dove milioni di studenti svolgono le loro videolezioni. Tutto fermo per diversi minuti. Da capire perché. E le ipotesi sono diverse.

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Di sicuro, qualcuno potrebbe aver approfittato della situazione. Agli studenti, infatti, sono comparse per breve tempo delle frasi ironiche rivolte alle “vacanze anticipate” decise “dall’amico hacker”. Non è andata meglio su Youtube o su Gmail, dove sono apparse scritte che indicavano la presenza di un errore. O, comunque, di funzionalità indisponibili. Man mano, lo staff Google ha aggiornato gli utenti circa il lavoro in corso per ripristinare il servizio.

Difficile, però, che il blocco possa essere attribuito a un hackeraggio. L’ipotesi, infatti, è che l’interruzione possa essere stata dovuta agli strumenti di autenticazione della società. Il che, di fatto, ha permesso agli utenti già online (ossia con login effettuato) di poter continuare a utilizzare i servizi, almeno su piattaforme come Slack. Il team di Mountain View ha iniziato a interagire con gli utenti dopo le 13 (successivamente alle prime segnalazioni, arrivate qualche minuto prima), assicurando che “l’affidabilità del sistema è una priorità di Google e stiamo apportando continui miglioramenti per rendere migliore il nostro sistema”.

Sul web, nel frattempo, è più ironia che preoccupazione. Da una parte perché i vari servizi sembrano ormai tornati quasi alla normalità, senza segnalazioni circa il rischio di aver perso dati sensibili. Dall’altra per la variazione imprevista sulla tabella di marcia che, nella maggior parte dei casi, non ha intaccato attività lavorative. O quantomeno lo ha fatto solo in parte. Resta il fatto che un blocco totale di un gigante come Google, oggi come oggi, rappresenta un problema. Se si è costretti a lavorare (o studiare) da casa ancora di più.