I due malviventi sono riusciti a “prelevare” diverse banconote in una filiale bancaria di Torino, ma il loro piano non è poi andato a buon fine 

bancomat rubato
Fonte adobestock

I metodi “moderni” di furto spesso vanno oltre ogni più assurda fantasia. I delinquenti ormai conoscono ogni meccanismo delle strumentazioni attuali e anche i metodi per poterle raggirare.

Ad esempio gli sportelli bancomat in cui i correntisti prelevano il loro denaro sono diventati una nuova fonte piuttosto redditizia per i ladri. Eppure questo macchinario è sempre stato visto con la massima sicurezza, quasi fosse inespugnabile. A quanto pare non è più così.

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Torino: la ricostruzione dell’incredibile furto allo sportello bancomat

Nel capoluogo piemontese è stato infatti scoperto un ladrocinio compiuto qualche giorno fa presso una filiale della banca “Intesa Sanpaolo” di corso Re Umberto. Il direttore una volta accortosi del tutto ha denunciato l’accaduto ai carabinieri della stazione San Secondo ed è immediatamente partita un’indagine.

Il lavoro di investigazione ha permesso di poter individuare e poi arrestare due romeni under 30 della provincia di Varese con l’accusa di furto aggravato. Inoltre sono stati disattivati temporaneamente i bancomat della filiale, onde evitare ulteriori “prelievi” indesiderati.

Ritornando al “fattaccio” i malviventi sono riusciti ad impadronirsi di circa 1500 euro in banconote di diverso taglio ricoperte di colla. Ma come hanno fatto nello specifico? Semplice. Grazie ad una barra di alluminio con del nastro adesivo sui bordi inserita nell’erogatore di denaro dello sportello. Un metodo losco denominato “forchetta” o metodo “cash trapping” (per non farci mancare le sempre più comuni terminologie inglesi).

Le forze dell’ordine hanno trovato entrambe le barre utilizzate per mettere a segno il colpo: una era nella giacca dei uno dei ladri, l’altra nella loro automobile. Dunque, la lungimiranza del direttore della banca ha permesso in un colpo solo di ritrovare i soldi rubati e di  arrestare coloro che se ne erano impadroniti indebitamente.