Il buono è previsto nel Decreto Ter, per famiglie che non hanno ricevuto altri sostegni al reddito durante la pandemia. Ecco chi può accedere.

Buon spesa
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

Buono spesa fino a 500 euro per le famiglie. Un provvedimento disposto dal decreto Ristori ter e che, a determinate condizioni, consentirà di accedere al bonus grazie a un fondo di 400 milioni stanziato nel Dl. I requisiti necessari per garantirsi i buoni spesi verranno resi noti dai Comuni di residenza. Principio base, il sostegno da offrire alle famiglie che, nel corso dell’anno e della crisi economica dovuta al Covid, non hanno beneficiato di altre forme di contributo al reddito.

Diverse le forme di sostegno. Il bonus potrebbe variare da un minimo di 300 a un massimo di 500 euro, da destinare all’acquisto di beni alimentare o a farmaci. A patto che i punti vendita in questione abbiano dato disponibilità ad aderire alla misura.

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Buono spesa da 500 euro, i requisiti li fissano i Comuni: contributo in base ai componenti

Un occhio particolare ai nuclei familiari che non hanno accesso ad altre forme di sostegno al reddito. Ma anche altre famiglie potranno accedere al Buono, in base alle disposizioni che verranno fissate dai Comuni di residenza. Da tenere in considerazione, probabilmente, la quota di reddito annuale, con compilazione dell’Isee, il patrimonio e i componenti del nucleo familiare, tenendo conto di eventuali persone con disabilità, dichiarando inoltre altre eventuali forme di sostegno, soprattutto a livello pensionistico.

Secondo le informazioni rilasciate fin qui, un bonus da 300 euro sarà pensato per nuclei con una o due persone all’interno del proprio stato di famiglia. Altri 400 euro saranno disponibili per famiglie più numerose, dalle tre alle quattro persone. Infine, il tetto massimo di 500 euro sarà stanziato per nuclei familiari dalle cinque persone in su.

Per quanto riguarda le domande, la presentazione andrà definita in base ai requisiti fissati dai Comuni di residenza, che disporranno i fondi sulla base dei nuclei familiari presenti sul territorio. Le erogazioni non sono invece ancora state definite: probabile la predisposizione di un voucher da consegnare alle famiglie. O, altra possibilità, la consegna diretta della spesa.