La didattica a distanza, detta anche DaD, prevede per gli insegnanti un lavoro in smart working, eppure sono in disaccordo

Didattica a distanza e smart working: perché vanno in disaccordo
Fonte foto: (Web)

Perché non sono in accordo due cose che camminano parallelamente come Didattica a distanza e Smart working? Perché la DaD proprio non va giù agli studenti. Proprio così, studiare non in presenza, non piace agli studenti. Ma se lo smart working piace tanto, allora perché gli alunni non vogliono restare a casa?

Secondo gli studi sul caso, la cosa nasce dal bisogno dei ragazzi di socializzare, l’età scolastica è quella dove la persona sente più bisogno di conoscere gente. Per questo, ben tre studenti su quattro preferiscono la didattica in presenza a quella a distanza. I lavoratori invece, senza lo sguardo vigile del capo, si sentono meno controllati e stressati, quindi preferiscono il lavoro da casa.

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Didattica a distanza rifiutata, quali sono le tecnologie degli studenti

Una ricerca di Eolo, operatore leader in Italia nella fornitura di connettività tramite tecnologia FWA- (fixed wireless access) ha dato questi risultati. La ricerca, si è svolta attraverso i social media, coinvolgendo un gran numero di studenti.

A circa 20.000 alunni, di età compresa tra i 5 ed i 19 anni, è stato chiesto di immaginare la scuola del futuro, e cioè come saranno per loro, materie, classi, compagni ed insegnanti. Quasi il 75% degli intervistati, non ha citato la didattica a distanza, quindi, non promuovendola. La loro preferenza, resta sulla didattica in presenza che ha sempre caratterizzato la scuola, prima di questo anno particolare. Ciononostante, gli studenti si dicono comunque ottimisti per l’ingresso della tecnologia nelle aule, ma ecco quale tipo.

Qui, la divisione in percentuali si divide ulteriormente. Se il 36% degli alunni infatti, vede come necessità primaria l’Internet of Things, il 32% preferisce la realtà aumentata ed il 24% l’intelligenza artificiale. Gli studenti inoltre, hanno fatto comprendere di necessitare di nuovi stumenti al fine di comprendere meglio attualità e cosa accade nella realtà che li circonda. Il 32% degli studenti, vorrebbero vedere le ore su attualità e scienze sociali entrare a far parte del programma. Il 23% vorrebbe essere informato su come dividere le notizie vere dalle fake news, mentre se il 18% vorrebbe maggiori dettagli su ambiente e sostenibilità, il 15% vorrebbero restare al passo con scoperte tecnologiche e nuove frontiere.

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