Ha lottato per anni come un leone e con sempre il sorriso sulle labbra, ma ha dovuto arrendersi ad un tumore raro.

V. e l’Ilva

Ha lottato e sorriso fino all’ultimo. Non ha mai fatto capire di essere malato, nè si sentiva tale. L’ultima tappa della sua odissea nata tra i fumi di Taranto, è stata il Bambino Gesù di Roma. Ma ha dovuto arrendersi il piccolo V. Aveva solo 11 anni.

Aveva un tumore raro, un linfoma linfoblastico primitivo nelle ossa. Difficile da curare, ma non impossibile per i medici che hanno tentato tutto il possibile per salvarlo. Dopo un lungo calvario tra gli ospedali pugliesi, grazie ad una gara di generosità, si era trasferito con la famiglia in uno degli ospedali più attrezzati nella cura dei più piccoli.

In molti a Taranto, credono che la malattia di V., 11 anni, sia da ricondurre ai fumi respirati sin dalla nascita, della fabbrica siderurgica Ilva, a due passi dall’abitato pugliese. Il bambino aveva anche contratto il Covid, le sue condizioni sono precipitate negli ultimi giorni e ieri se ne è andato per sempre, non prima di avere lottato fino all’ultimo, con la sua famiglia sempre accanto e l’amore di medici e infermieri.

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