Il bonus baby sitter sta generando una serie di interrogativi. Oltre ai lavoratori autonomi possono ottenerlo anche i dipendenti pubblici e i lavoratori in smart working? 

Bonus baby sitter
Fonte Facebook – Rocco Sgro

Il bonus baby sitter è tra i più richiesti in questa fase caratterizzata dalla seconda ondata di coronavirus. Molte famiglie hanno preso informazioni a riguardo e sulla tematica c’è davvero una gran confusione.

Per cercare di ristabilire un ordine e comprendere quali sono i reali beneficiari, andiamo a ritroso prendendo in considerazione i parametri del provvedimento che è stato introdotto a decorrere dal 9 novembre 2020 dal Decreto Ristori bis.

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Bonus baby sitter in smart working? Risposte e specifiche del caso

Riguarda esclusivamente le zone rosse, ovvero quella dove è stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado. Per quanto concerne le cifre, il massimo per ogni famiglia per l’acquisto di servizi di baby sitting è di 1000 euro. La somma sale a 2000 euro per i genitori che lavorano nel settore sanitario.

Tra gli altri requisiti ci sono quelli di natura fiscale. Quindi, bisogna essere iscritti alla Gestione separata o alle gestioni speciali dell’assicurazione generale obbligatoria, che non usufruiscono di altre forme previdenziali obbligatorie. In sintesi, il beneficio è valido esclusivamente per lavoratori autonomi ed è riconosciuto indistintamente ad entrambi i genitori. L’alternativa è un congedo parentale straordinario retribuito al 50%, in modo tale da poter badare ai propri figli.

Non esiste la possibilità di estensione a coloro che effettuano prestazioni da dipendenti. Medesimo il discorso per i dipendenti pubblici. Il bonus rimane precluso anche a coloro che possono affidarsi a nonni o zii per la cura dei propri bambini.

E come funziona per coloro che lavorano in smart working? Semplice non possono ottenerlo visto che rimanendo a casa non devono affidarsi a figure terze. Inoltre laddove si usufruisca già di altri strumenti previsti in caso di stop da lavoro (come ad esempio la cassa integrazione) non si può cumulare anche il bonus baby sitter. 

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