Sembra che il tanto decantato Bonus Pc e Tablet non stia risolvendo i problemi degli italiani, ma le compagnie telefoniche gongolano.

I bonus fanno discutere sin dalla loro ‘invenzione’ in piena emergenza coronavirus: chi ne ha usufruito, chi non li ha mai visti, chi non li ha capiti, chi non ne ha trovato giovamento, come nel caso di Pc e Tablet che andiamo ad esaminare insieme al sito Paragone.it.

“Sono state tantissime le segnalazioni, molte delle quali arrivate direttamente al Ministero dell’Istruzione, che denunciavano l’impossibilità di seguire le lezioni o a causa di connessioni scarse, o per mancanza di adeguati supporti elettronici”.

La ministra Azzolina era stata chiara, a luglio: “Previsti anche voucher per le famiglie: fino a 500 euro, in base all’Isee, per connessioni veloci, pc e tablet”. Ma con il passare dei giorni si scopre la ‘fregatura’. Un lettore scrive a Gianluigi Paragone: “Dal 9 novembre sono in linea le proposte di vari gestori. Ognuno fa come gli pare: il contratto minimo doveva essere di 12 mesi invece Tim propone 20 mesi, tablet a prezzi spropositati rispetto il mercato..”. Ognuno fa come gli pare???

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La fregatura del Bonus Pc e Tablet: comandano gli operatori, nessun controllo

I consumatori denunciano “il regalo fatto agli operatori telefonici: chi vuole il contributo per comprare un tablet deve per forza attivare una linea fissa”. “Perché prendere sempre queste strade contorte dove i padroni sono sempre gli stessi, i soldi sempre agli stessi??? siamo stufi!” – denunciano ancora.
Dal canto loro, i commercianti fanno ricorso al Tar lamentando una “distorsione della concorrenza finanziata con risorse pubbliche” e le compagnie telefoniche sono sul piede di guerra perché “responsabili di ultima istanza della veridicità dell’Isee”. Le compagnie vorrebbero comandare ma hanno bisogno del benestare dell’Inps, che rabbia per loro!

Luigi Gabriele, presidente di Cosumerismo, denuncia: “Chi vuole godere del bonus per acquistare un nuovo pc e tablet deve quindi attivare una linea telefonica fissa, andando incontro a nuove e ingiustificate spese telefoniche. Un vero e proprio regalo ai gestori della telefonia fissa che contrasta con le grandi politiche per lo sviluppo del 5G e di tutte le tecnologie wireless, deciso dal governo italiano forse per rientrare negli investimenti sulla rete fibra”.

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