Con soli 180 giorni disponibili ai truffati dalle banche per presentare domanda di rimborso, i primi problemi sono già emersi. Siccome la richiesta va inoltrata online sul sito della Consap, sono arrivate diverse segnalazioni relative ai problemi per la registrazione. Dopo aver provato ad inserire i dati, ad alcuni il sistema ha rilasciato il seguente messaggio: “Ci dispiace, c’è stato un problema”.

Luigi Ugone, presidente dell’associazione veneta, ha dichiarato: “Lunedì abbiamo ricevuto circa 1.000 email e 500 telefonate”. Non esiste una linea dedicata e le preoccupazioni sono tante. “I sottosegretari coinvolti nel Fir ci avevano assicurato che sarebbe stata istituita, almeno per le associazioni”.

La Consap, richiamata all’attenzione da alcuni associazioni, ha risposto che “ci sarà un incontro soltanto dopo che saranno state vagliate tutte le criticità”.

Barbara Puschiasis, presidente dell’associazione Consumatori Attivi, ha denunciato alcune importanti mancanze: “Le promesse di semplificazioni che erano stata fatte sono state completamente disattese. Le istruzioni per compilare ed inviare la domanda sono davvero sommarie, il portale funziona a singhiozzo, col sistema che si blocca e costringe l’interessato a tornare indietro ed inserire nuovamente i dati. Insomma, per i risparmiatori truffati la via crucis sembra non finire mai”.

Ma come funziona il servizio di assistenza? Ai richiedenti è stato messo a disposizione, a partire dal 1° luglio, un servizio telematico tramite contct center. Ad ogni richiesta d’assistenza inoltrata corrisponde una risposta via email. Il lavoro ora è quello di categorizzare le richieste e standardizzare le risposte. Carlo D’Andrea, dirigente del Consap, ha fatto sapere che, a partire dal 2 settembre, sarà a disposizione degli interessati un canale telefonico.