TFR, i due anni congedo straordinario sono utili per il calcolo? La risposta ti sorprenderà

TFR, è possibile maturare i contributi utili al trattamento di fine rapporto se si va in congedo straordinario? Vediamo cosa dice la legge in merito. 

Il trattamento economico di fine rapporto, è una prestazione economica che viene corrisposta al lavoratore al termine della sua attività professionale. È un beneficio concesso a tutti i lavoratori subordinati, pubblici e privati. 

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Lo si può intendere come una liquidazione economica di fine rapporto. Il lavoratore nel corso della sua carriera professionale, matura delle quote in eccesso sul salario, che può riscuotere al termine della sua attività. Il calcolo per il TFR è abbastanza semplice da fare. Basta semplicemente dividere la retribuzione annuale al lordo che si è percepita, per 13,5, e aggiornare la cifra che si ottiene all’indice di rivalutazione. Quest’ultimo viene calcolato in misura pari al 75 per cento dell’inflazione dell’anno di riferimento, più un 1,5 fisso. Ai fini del calcolo del trattamento di fine rapporto, valgono tutti gli elementi retributivi previsti dal contratto di lavoro. Che si tratti dunque di straordinari, indennità varie, così come di un bonus elargito dal datore di lavoro, sono tutte somme che concorrono alla formazione del TFR

TFR, valgono anche i due anni congedo straordinario 104 ai fini del calcolo?

Soltanto i rimborsi spese sono una voce che non può in alcun modo rientrare nel calcolo. Ma questo significa che vengono considerati utili ai fini del Tfr anche gli anni in cui il lavoratore decide di mettersi in congedo? Un problema non da poco, anche perché spesso riguarda lavoratori che quel congedo lo devono utilizzare obbligatoriamente, e rischiano così di essere incolpevolmente penalizzati al termine del rapporto subordinato di lavoro. È il caso ad esempio dei caregivers, ovvero dei familiari e conviventi di persone affette da patologie come disabilità o invalidità. Persone che poter offrire le migliori cure alle persone che amano, spesso sono costrette a utilizzare il beneficio concesso dalla Legge 104, e sfruttare il congedo straordinario. 

Grazie al congedo straordinario, il lavoratore ha la possibilità di continuare comunque a percepire un’indennità economica. Senza dunque vedersi decurtato in modo rilevante lo stipendio a causa della sua prolungata assenza dal lavoro. L’indennità che viene concessa a chi va in congedo straordinario con la 104, è pari all’importo dell’ultima retribuzione annuale percepita. Esiste però un tetto massimo di importo che non può essere superato, pari a 43.500 euro. 

L’indennità di fine rapporto corrisposta durante il congedo 104 è coperta da contribuzione figurativa

L’indennità che si percepisce durante il congedo 104, è coperta da contribuzione figurativa, e dà dunque diritto a maturare i requisiti per la pensione di vecchiaia. Non può però essere conteggiata per la rivalutazione per il TFR, così come non dà diritto ai calcoli per maturare ferie, tredicesime. Questo significa che purtroppo non è possibile maturare delle quote di TFR nei due anni previsti dal congedo straordinario 104. E alla fine del rapporto di lavoro, la liquidazione del lavoratore sarà calcolata, escludendo i periodi di congedo straordinario. Però, come si spiegava in precedenza, non riguarda invece l’erogazione della pensione. Essendo coperti da contribuzione figurativa, i periodi di congedo straordinario sono validi per il calcolo della prestazione pensionistica. 

I contribuenti hanno anche la possibilità di poter richiedere il trattamento di fine rapporto anche prima del raggiungimento dell’età pensionabile. In caso di necessità dunque, c’è la possibilità di avere a disposizione una parte della somma accantonata come TFR negli anni. Questo diventa possibile però solo se vengono soddisfatti alcuni requisiti. In primo luogo, possono richiedere l’anticipo soltanto quei lavoratori che hanno un rapporto che dura da almeno otto anni con il datore di lavoro. 

TFR, ecco quando e come è possibile richiedere l’anticipo

Non è poi possibile richiedere l’anticipo del TFR oltre il 70 per cento della somma complessiva maturata. S può ottenere l’anticipo attraverso un prestito ponte, ma soltanto una volta nella vita. Lo stato italiano si riserva inoltre, l’opzione di poter accontentare ogni anno soltanto il 10 per cento di coloro che hanno maturato questo diritto. Queste regole possono cambiare quando ad esempio entrano in gioco i contratti collettivi.

In alcuni di questi ad esempio, può essere prevista la possibilità per il lavoratore, di ottenere l’anticipo del TFR anche se non ha ancora maturato tutti i requisiti. Inoltre, il datore di lavoro può anche decidere per sua scelta di erogare più volte il TFR ad un suo dipendente. E quest’ultimo che invece può farlo per legge solo una volta sola, senza che il datore di lavoro si possa in alcun modo opporre. L’anticipo del TFR non può essere richiesto però per qualunque motivo. È necessario infatti, al momento della richiesta, anche illustrare i motivi per cui si vuole utilizzare una parte della liquidazione professionale prima del tempo. 

Sono tre i motivi per cui lo stato ritiene valido concedere questo beneficio.

  • Per far fronte ad delle spese sanitarie apparse d’improvviso, la cui necessità viene riconosciuta anche da un ente pubblico
  • Per l’acquisto di un immobile, per uso proprio o da destinare ai figli, o per interventi specifici di ristrutturazione di carattere straordinario
  • Per un congedo facoltativo, come può esser quello per la maternità, o per intraprendere un percorso di formazione
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