Più soldi per i lavoratori domestici: busta paga 2023 con sorpresa

I lavoratori domestici percepiranno stipendi più alti con l’adeguamento all’inflazione di gennaio 2023. Scopriamo a quanto ammonterà l’incremento.

Colf, badanti e baby sitter, l’anno nuovo inizierà con il piede giusto da punto di vista economico. Gli aumenti ci saranno ma riusciranno a reggere il confronto con l’aumento del costo della vita?

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Un tema delicato quello delle retribuzioni di colf, badanti e baby sitter. Lo dimostra il mancato accordo durante la riunione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali della Commissione nazionale. Al centro dell’incontro l’aggiornamento retributivo del contratto nazionale del lavoro domestico. L’intesa non si è raggiunta e di conseguenza verrà adottato l’adeguamento dell’80% delle retribuzioni minime con riferimento al dato ISTAT sull’inflazione. Cosa significa in termini pratici? Le retribuzioni dei lavoratori domestici subiranno un incremento del 9,2% e più a cui aggiungere, poi, l’aumento del 100% per vitto e alloggio. Più sorrisi per colf, badanti e baby sitter; lacrime per le famiglie datrici di lavoro. Tutto questo potrebbe comportare una pessima conseguenza, l’aumento del lavoro in nero per evitare di pagare stipendi troppo alti. Il tasso di irregolarità attuale è già del 52%, dove arriverà con l’adeguamento oneroso per le famiglie?

Il contratto per i lavoratori domestici, i dettagli

Colf, autisti, badanti, cuochi, ogni lavoratore domestico dovrà essere assunto secondo le direttive del contratto nazionale del lavoro domestico. Nello specifico, l’articolo 38 stabilisce che annualmente le famiglie – in qualità di datore di lavoro – dovranno procedere con l’adeguamento della retribuzione sulla base dell’inflazione rilevata il 30 novembre dell’anno precedente. Inutile dire che con l’aumento del tasso di inflazione nel 2022 si prevedono incrementi significativi per i nuclei familiari.

Sarà la commissione nazionale costituita da datori di lavoro e sindacati a stabilire annualmente gli aggiornamenti. Quella stessa commissione che, come detto inizialmente, non è arrivata ad un accordo facendo scattare l’adeguamento automatico all’80% e al 100% per vitto e alloggio. L’intesa non si è raggiunta in quanto i datori chiedevano uno scaglionamento degli aumenti nel corso dell’anno in modo tale da limitare i disagi per le famiglie già gravate dall’aumento del costo della vita. I sindacati non hanno accettato tale compromesso con i risultati già riferiti.

Quantifichiamo gli aumenti reali

Gli incrementi 2023 per i lavoratori domestici che ricevono la retribuzione minima vanno dai 109 ai 145 euro al mese. Percepiranno importi più alti i lavoratori conviventi. Un badante non convivente che lavora trenta ore a settimana per assistere una persona non autosufficiente noterà un aumento di circa 85 euro in busta paga. Lo stipendio passerà, così, da 926,9 euro a 1.012 euro. Naturalmente saranno maggiori i contributi da corrispondere.

Un badante convivente, invece, riceverà 95 euro in più arrivando a percepire 1.120,76 euro. L’incremento per il dipendente non corrisponde alla spesa per la famiglia. Ai 95 euro, ad esempio, occorrerà aggiungere TFR, ferie e tredicesima arrivando, così, ad un aumento per i datori di lavoro di 125 euro che in questo periodo complicato non sono pochi.

Un ultimo esempio prende come riferimento il lavoro di baby sitter. Per un’occupazione di 40 ore settimanali di cura di un bambino sotto i sei anni (senza convivenza) lo stipendio passerà da 1.234 euro a 1.348 euro. Un aumento che si traduce in circa 1.700 euro in più all’anno per le famiglie. Così è chiara la differenza tra sorrisi dei lavoratori domestici e lacrime per i datori.