Inps, importi più alti per chi va in pensione nel 2023, ma non per tutti: cosa c’è da aspettarsi

Buone notizie per molti lavoratori che andranno in pensione nel corso del 2023 in quanto potranno beneficiare di un assegno più alto. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Importanti novità in arrivo con il nuovo anno. Molti dei lavoratori che andranno in pensione nel 2023, infatti, potranno beneficiare di un trattamento più ricco rispetto a coloro che sono usciti dal mondo del lavoro nel 2022. Ma cosa c’è da aspettarsi? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Siamo ormai giunti alla meta del mese di gennaio 2023. Un nuovo anno iniziato da soli pochi giorni, ma che ha già portato con sé un bel po’ di novità e cose da fare. Come ogni anno, ad esempio, sono tante le spese con cui dover fare i conti e che non possono essere rimandate. Allo stesso tempo sono vari e diversi i trattamenti economici erogati dall’Inps nel corso dei mesi, come ad esempio le pensioni.

Proprio soffermandosi sui trattamenti pensionistici interesserà sapere che giungono buone notizie per molti lavoratori che andranno in pensione nel 2023. Quest’ultimi, infatti, potranno beneficiare di un assegno più ricco rispetto a coloro che sono usciti dal mondo del lavoro nel 2022. Ma cosa c’è da aspettarsi e per quale motivo? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Inps, importi più alti per chi va in pensione nel 2023, ma non per tutti: tutto quello che c’è da sapere

Abbiamo già visto le date dei pagamenti che l’Inps effettuerà nel corso del mese di gennaio 2023. Proprio soffermandosi sui trattamenti erogati dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, interesserà sapere che molti lavoratori che andranno in pensione nel corso dell’anno 2023 potranno beneficiare di un trattamento economico più alto rispetto a coloro che sono usciti dal mondo del lavoro nel 2022. Ma per quale motivo?

Ebbene, questo avrà luogo per effetto dell’aggiornamento legato ai coefficienti di trasformazione che saranno validi per l’intero 2023. Come si evince dal sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, infatti, tale ministero e quello dell’Economia e delle Finanze hanno firmato lo scorso 1 dicembre il decreto direttoriale:

“concernente la revisione biennale dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo, che aggiorna la Tabella A dell’allegato 2 della Legge n. 247/2007 e la Tabella A della Legge n. 335/1995. Secondo il sistema di calcolo contributivo introdotto con la Legge n. 335/1995, l’importo della pensione annua si ottiene moltiplicando il montante individuale dei contributi per il coefficiente di trasformazione di cui alla tabella A della citata Legge”.

Inps, importi più alti per chi va in pensione nel 2023 grazie all’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione

Tale aggiornamento, viene sottolineato, ha decorrenza a partire dallo scorso 1 gennaio 2023. Si tratta, è bene ricordare, dei valori che verranno applicati sugli assegni di coloro che andranno in pensione nel corso dell’anno appena iniziato. Non tutti, però, potranno beneficiare di tale incremento.

La pensione più ricca, infatti, verrà riconosciuta solamente a coloro che si vedranno calcolare la pensione attraverso il sistema di calcolo contributivo. Si tratta, in pratica, dei soggetti che hanno versato contributi prima del 31 dicembre del 1995 e di coloro che hanno optato per tale sistema. Tra gli altri si annoverano i lavoratori con meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995 e coloro con meno di 18 anni contributivi al 31 dicembre 1995 e anzianità contributiva successiva al 31 dicembre 2011.

Tale incremento, è bene sottolineare, riguarda solo i trattamenti Inps. La quota contributiva aumenterà mediamente di circa 2,5%. I coefficienti di trasformazione, comunque, differiscono a seconda dell’età del lavoratore e per questo motivo si consiglia di consultare l’apposito decreto, in modo tale da ottenere maggior informazioni in merito. Per finire, inoltre, ricordiamo che non ne potranno beneficiare i lavoratori delle casse professionali e nemmeno coloro che sono usciti dal mondo del lavoro nel 2022.