ISEE precompilato, attenzione all’errore: poi sarebbero guai serissimi

L’ISEE precompilato messo a disposizione dell’utente da parte dell’INPS velocizza il calcolo dell’Indicatore ma attenzione a non pregiudicare il risultato.

I contribuenti possono calcolare l’ISEE in autonomia accedendo al portale dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

ISEE precompilato
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Siamo a gennaio e l’ISEE chiama. L’Indicatore 2022 è scaduto lo scorso 31 dicembre e per continuare a ricevere bonus e agevolazioni è necessario procedere con un nuovo conteggio. Pronti, dunque, a raccogliere tutta la documentazione rilevante ai fini del calcolo per consegnarla agli operatori dei CAF o del patronati. Tanti contribuenti scelgono questa strada – gratuita – per mettersi in regola ma altri decidono di occuparsi della questione in autonomia. D’altronde l’INPS mette a disposizione degli utenti un pratico servizio all’interno dell’area personale del portale a cui si accede unicamente tramite credenziali digitali.  L’ISEE precompilato è pronto per essere visionato, modificato e inviato in pochi click. Ma attenzione a non lasciarsi sfuggire dei passaggi fondamentali per la corretta riuscita del calcolo.

ISEE precompilato, utile ma… attenzione!

Come da definizione l’ISEE precompilato contiene all’interno dei dati già inseriti dall’INPS. Sono le informazioni di cui l’ente dispone e che servono per riempire la DSU, Dichiarazione Sostitutiva Unica, ossia il documento da cui si estrapola l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.

In generale i dati sono corretti ma il contribuente dovrà comunque verificare che ogni informazione corrisponda a verità. Inoltre dovrà fare attenzione a dati non presenti che invece concorrono al calcolo dell’ISEE. Un eventuale omissione o errore potrebbe comportare o un valore più alto che estromette dalla possibilità di richiesta di alcune agevolazioni o un valore più basso che garantirebbe un diritto che in realtà non si detiene. Tra le informazioni che non sono presenti c’è la quota capitale residua di mutuo. Per evitare che nel calcolo concorra il valore intero con la conseguenza che l’ISEE risulti più elevato occorrerà inserire la quota in autonomia.

Quota capitale residua del mutuo, mai dimenticarla

L’INPS non riesce a recuperare tutti i dati patrimoniali dei contribuenti per inserirli nell’ISEE precompilato. Nello specifico, il cittadino dovrà inserire in autonomia l’indicazione della casa di abitazione del nucleo familiare, l’ammontare del mutuo, i terreni agricoli di proprietà nonché un eventuale patrimonio immobiliare detenuto all’estero.

La sezione di riferimento nella procedura di compilazione online è “patrimonio mobiliare” (modulo FC1 quadro FC2, sezione I e II). Attivando la modifica del modello si potrà inserire sia la quota capitale residua del mutuo e indicare se si tratta o meno della casa in cui si abita. Un passaggio fondamentale per evitare che nel calcolo dell’ISEE intervenga un valore maggiore del dovuto e comporti, dunque, un risultato non veritiero.

Per conoscere la quota occorre recarsi presso la banca in cui il mutuo è stato sottoscritto e richiedere l’informazione da inserire nella Dichiarazione Sostitutiva Unica.