Pasta, i prezzi continuano a “lievitare”: gli aumenti dei principali marchi

I rincari riguardanti la pasta continuano ad essere all’ordine del giorno anche nel 2023. Vediamo quali sono i prezzi delle marche più rinomate

Un trend dovuto alla crisi energetica ma anche all’aumento della spesa per i fertilizzanti. Cosa bisogna sapere in merito a questa incresciosa situazione.

Pasta
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Fare a meno della pasta per un italiano è come chiedergli di rinunciare ad una fetta importante della propria cultura. Infatti è raro che sulle tavole nostrane manchi questo importante alimento.

Purtroppo però produrla sta diventando sempre piuttosto oneroso e di conseguenza sono sempre più numerosi i rincari sui prezzi di vendita. Si viaggia verso cifre davvero sconsiderate che stanno tenendo in allarma la maggior parte dei cittadini.

Pasta a 2 euro al chilo: quali sono i prezzi dei principali marchi nello specifico

Per un pacco di pasta da 1 kg si va già ben oltre i 2 euro e la sensazione inquietante che possa arrivare addirittura a 3 euro nei prossimi mesi non è poi così utopistica (anzi in alcuni casi è già realtà). D’altronde la tendenza è in salita, soprattutto per via del conflitto in Ucraina che sta avendo delle ripercussioni sia per quanto concerne l’approvvigionamento di grano sia per quanto concerne le forniture energetiche. Non va trascurato nemmeno l’aumento per la spesa dei fertilizzanti. 

Per effetto di ciò secondo Ismea, l’istituto di Servizi per il mercato agricolo alimentare, nel giro di un anno gli aumenti sono stati di circa il 30%. Andiamo quindi a vedere nel dettaglio quali sono le marche di pasta più care in questo momento.

In base ai numeri riportati dalla rivista “Il Salvagente” uno degli aumenti più consistenti è quello del brand La Molisana che in due anni ha alzato i prezzi del 70%. Si è passati dagli 1,80 euro del 2020 ai 3,08 euro del 2022.

Passando alla Barilla, due anni fa un chilo di spaghetti costava 1,72 euro, oggi invece il prezzo è di 2,03 euro. Per questo, l’aumento è stato del 18%. La pasta De Cecco invece prima costava 2,70 euro al chilo mentre adesso si attesta a 3,44 euro. Il rincaro è quindi del 27%.

Anche la pasta Rummo è aumentata in maniera considerevole. Due anni fa un chilo veniva 2,12 euro ora 3,10 euro. Anche la pasta dei vari marchi di supermercati seppur più economica rispetto a quelle sopracitate costa un po’ di più. Dunque anche Coop, Esselunga, Conad, Lidl, Eurospin e tanti altri sono stati costretti ad apportare delle maggiorazioni ai loro prodotti.