Quali sono le cartelle che verranno cancellate dalla tregua fiscale, automaticamente

Scopriamo quali sono esattamente le cartelle esattoriali che verranno cancellate grazie alla tregua fiscale prevista dalla Legge di Bilancio 2023.

Il Governo Meloni ha deciso di fare un grande regalo ai contribuenti debitori con la rottamazione quater.

cartelle esattoriali
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Chi ha dei debiti con l’Agenzia delle Entrate può sentirsi sollevato dalle direttive racchiude nella manovra fiscale da pochi giorni presentata. Il Governo ha deciso di sistemare i conti ripartendo da zero, da un nuovo rapporto tra Fisco e contribuenti. A “rimetterci” coloro che hanno sempre pagato puntualmente ogni tassa, ogni bolletta, ogni versamento da effettuare. Chi ha omesso pagamenti, invece, potrà gioire soprattutto se la cartella esattoriale che li riguarda ha un importo inferiore a mille euro. Per somme superiori non è previsto uno stralcio ma sconti su interessi e sanzioni nonché la possibilità di rateizzare la cifra con dilazione in diciotto mesi al massimo. La rottamazione scatterà il 30 marzo 2023. Fino ad allora tutti i pagamenti rimarranno in stand by.

Cartelle cancellate dal 30 marzo 2023 in automatico

Lo stralcio delle cartelle sotto i mille euro avverrà in primavera automaticamente. Ciò significa che il contribuente debitore non dovrà far altro che attendere e verificare tramite area personale del portale dell’Agenzia delle Entrate che la cancellazione sia avvenuta realmente. Nessuna domanda da inoltrare, dunque, ma a quali cartelle ci riferiamo?

La cancellazione riguarda le cartelle affidate all’ente di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. L’importo, come detto, dovrà essere inferiore a mille euro, inclusi interessi e sanzioni. Tale cifra fa riferimento ad ogni singolo debito. Attenzione, per quanto riguarda i debiti con enti previdenziali locali, comunali, regionali e privati la cancellazione non è obbligatoria. Spetterà, ad esempio, ai Comuni decidere se seguire la tregua fiscale raccomandata dal Governo o meno. Le vittime di evasione – se così vogliamo chiamarle – saranno libere di scegliere se agevolare i cittadini e contribuenti o se pretendere indietro i soldi.

E se l’importo è superiore a mille euro?

Superando il limite di mille euro i debitori dovranno corrispondere la quota capitale e il 2% di interessi a partire dalla rata di agosto 2023. Facciamo chiarezza sulla dilazione. Il cittadino può pagare quanto dovuto con un versamento unico entro il 31 luglio 2023 oppure decidere di pagare a rate per un massimo di 18 mesi sempre a partire luglio 2023. I pagamenti saranno trimestrali e si dovranno concludere al massimo entro il 30 novembre 2027.

Le prime due rate dovranno corrispondere al 10% del totale, le altre al 5%. In questo caso l’adesione alla rottamazione non sarà automatica ma il cittadino dovrà inoltrare domanda entro il 30 aprile 2023.