L’Inps osserva tutti: chi rischia coi controlli di Capodanno

Terminata la fase di verifica dell’Operazione Poseidone. L’Inps bussa alla porta degli iscritti alla Gestione separata inadempienti sulla dichiarazione dei redditi.

Anche il Fisco fa, a modo suo, gli auguri di Capodanno. Strizzando l’occhio, in particolare, a coloro che figurano iscritti alla Gestione separata.

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La strategia sarà quella dei controlli a tappeto. Niente di nuovo o di mai visto. Il problema è che le verifiche si focalizzeranno sui contributi obbligatori per legge dovuti dagli iscritti alle casse corrispondenti al proprio status contributivo, col rischio di incappare in sanzioni pesanti qualora non si risultasse in regola con il versato. Il novero degli interessati andrà ad abbracciare tutti i professionisti, siano iscritti o meno alla Gestione separata, che non hanno adempiuto ai propri obblighi di versamento dei contributi riferiti all’anno 2016, quindi inseriti (di regola) all’interno della dichiarazione dei redditi del 2017. Si tratta, in buona sostanza, di quei contributi da revisionare riferiti alla campagna di accertamento svolta dall’Inps negli ultimi mesi. Parte della cosiddetta Operazione Poseidone.

Niente che non si sapesse quindi, visto che l’adempimento era stato richiesto da tempo. Chiaramente, non saranno le procedure di recupero le prime a bussare alle porte degli inadempienti. Il Fisco, infatti, si prepara all’invio degli avvisi di pagamento, i cosiddetti avvisi bonari, con relative sanzioni e interessi calcolati in relazione al periodo di competenza. A renderlo noto è lo stesso Inps, nella circolare diramate in forma di avviso ai contribuenti non in regola con il quadro RR della contribuzione dovuta alla Gestione separata. Come detto, il riferimento è al periodo d’imposta 2016.

Fisco via Inps, accertamenti sulla Gestione separata: cosa rischiano gli inadempienti

Non è certo il numero complessivo dei contribuenti interessati ma si va nell’ordine delle migliaia. Ai quali, vista la mancanza del ravvedimento per tempo, saranno notificati gli avvisi di pagamento con sanzioni applicate in base al periodo trascorso dall’inadempienza. L’Inps ha infatti completato le operazioni di verifica ed elaborazione dei dati, acquisendo quindi i nominativi dei contribuenti in ritardo con le dichiarazioni del 2017. Nella fattispecie, agli interessati sarà inviata una comunicazione d’iscrizione alla Gestione separata (qualora questa non fosse avvenuta), alla quale sarà allegata la quantificazione della contribuzione non versata, sanzioni incluse. Queste ultime ammontano al 30% fino a un massimo del 60% sul totale omesso. Prevista la possibilità di rateizzazione ma col rischio di applicazione di un tasso di interesse maggiorato.

Considerando l’irruzione della pandemia e le sospensioni dei termini di pagamento (inizialmente dal 23 febbraio al 30 giugno 2020 e, successivamente, dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021), l’Inps precisa le condizioni dei termini di prescrizione. I quali saranno da considerarsi al netto di tali periodi di sospensione. In sostanza, l’inadempiente dovrà interrompere il conteggio per il suddetto termine al momento della prima deroga dei termini e riprenderlo a partire dal giorno successivo alla fine dell’ultima sospensione. Il termine resta fissato a 5 anni. Va ricordato che le procedure di accertamento sono annuali a partire dall’anno 2010. Con obbligo di versamento della contribuzione degli iscritti (professionisti) agli ordini collegiali, per effetto della legge n. 111/2011. All’Inps spetta la verifica delle eventuali inadempienze contributive presso le casse professionali.