Ritirato caffè dagli scaffali dei supermercati: tanti i marchi e lotti incriminati

Spariscono diversi marchi di caffè dagli scaffali dei supermercati. Una microtossina mette a rischio la salute dei consumatori.

Scopriamo quali sono i marchi e i lotti incriminati per controllare se nella dispensa ci sono capsule di caffè da non consumare.

caffè scaffali ritiro
Contocorrenteonline.it

Le allerte alimentari non lasciano in pace i consumatori nemmeno durante le festività natalizie. Sono molti i richiami degli ultimi giorni e l’attenzione deve essere alta. Un mal di pancia nel giorno di Santo Stefano è proprio da evitare! Meglio non portare in tavola durante pranzi e cene con amici e parenti i prodotti che sono stati tolti dagli scaffali dei supermercati perché contaminati. Salmonella nel salame di Milano, larve di Anasakis nelle alici marinate e frammenti metallici nella cioccolata sono gli ultimi richiami delle scorse settimane. Ora arriva notizia di un ulteriore ritiro che riguarda cialde e capsule di caffè contaminate da una microtossina potenzialmente cancerogena. L’ufficialità del richiamo è stata annunciata lo scorso 23 dicembre, è il momento di scoprire se si tratta dei prodotti che abbiamo acquistato e sono attualmente nella nostra dispensa.

Se così fosse non si dovrebbe assolutamente consumare il caffè ma riconsegnare l’articolo al punto vendita per chiedere il rimborso della spesa.

Caffè ritirato dagli scaffali, ecco i marchi

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro dagli scaffali dei supermercati delle cialde e capsule di caffè di diversi marchi. Iniziamo con il caffè Trombetta, le capsule di arabica in confezioni da 10 con numero di lotto 02AD07B. Continuiamo con Consilia, cialde di arabica in confezione da 18 con numero di lotto 01DD04B e in confezione da 16 con lotti numero 01ND02B e 01ND03B.

Proseguiamo con il caffè Zio d’America in vendita in confezioni da 50 capsule di arabica con lotto numero 02CD05B e in confezioni da 10 capsule di arabica con numero di lotto 01CD07B. Il ritiro in via precauzionale è legato alla possibile presenza di ocratossina al di sopra dei limiti della Legge.

Quali danni provoca l’ocratossina

L’ocratossina è una microtossina che provoca seri danni all’organismo secondo gli studi della comunità scientifica. Viene naturalmente prodotta da alcune muffe e si può rinvenire in alcuni alimenti come i cereali, il caffè, la frutta secca e il vino. A causare problematiche all’organismo la genotossicità della sostanza. Nello specifico, l’ocratossina è cancerogena per i reni, ha un’azione nefrotissica e innalza i livelli di proteine nelle urine.

Se presente negli animali può addirittura rendere tossica la carne da noi mangiata. Insomma, il pericolo non deve essere sottovalutato e le cialde e capsule del caffè ritirato dagli scaffali dei supermercati è bene non consumarle.