Imu non pagata il 16 dicembre? Puoi ancora salvarti, ma attenzione

Chi è indietro con il saldo dell’Imu farebbe bene a non attendere troppo per la regolarizzazione. Le sanzioni crescono a ritmi sostenuti.

Un venerdì che non sarà stato né 13 né 17, ma che di sicuro ha messo a dura prova i nervi degli italiani. E non per la paura o la superstizione ma per circostanze decisamente più materiali.

Imu conseguenze ritaro
Contocorrenteonline

È stato il 16 dicembre per la precisione. Giorno in cui i proprietari di immobili sono stati chiamati a sborsare la rimanenza dovuta per il saldo dell’Imu sulla seconda casa. L’imposta municipale, infatti, è stata saldata laddove è stato necessario farlo, considerando che ormai da tempo è stata rimossa (al netto dei casi di esenzione) per quel che riguarda le prime case. Tuttavia, visti i tempi duri (ma pure durissimi in alcuni casi), non ci sarebbe da stupirsi se alcuni contribuenti fossero rimasti indietro con il saldo della rata finale per l’anno in corso. Una brutta faccenda, in primis perché si parla di una tassa. E, in secondo luogo, per il rischio concreto di vedere i ritardi accumulati, finendo per ritrovarsi con una situazione debitoria estremamente compromettente. E in effetti, come ci si aspettava, non sono pochi i contribuenti che non hanno potuto saldare il dovuto.

Qualcuno per il diritto all’esenzione, altri semplicemente per la propria indisponibilità economica. Condizione prevista dalle normative vigenti ma che, lì per lì, mette il contribuente in arretrato di fronte alla possibilità (praticamente certa) di ricevere una cartella esattoriale di riferimento. Cosa che accadrebbe anche in luogo di una semplice dimenticanza. Chiaramente, non da subito scatteranno le operazioni di riscossione ma ai contribuenti in ritardo sarà concessa la possibilità del ravvedimento operoso. Il che permetterà di limitare l’impatto delle sanzioni (che saranno ridotte) a seconda del tempo impiegato per mettersi in regola.

Imu, cosa fare quando si è in ritardo: come funziona il ravvedimento operoso

La dicitura “ravvedimento operoso”, probabilmente, suonerà familiare a una buona parte dei contribuenti italiani. E non solo per inadempienza economica ma anche per aver dovuto sopperire a una semplice dimenticanza. Si tratta a tutti gli effetti di un lasso di tempo concesso per mettere a posto la propria posizione fiscale, prima che il Fisco stesso proceda con sanzioni vere e proprie. Una sorta di agevolazione dovuta al fatto che il contribuente in difetto prende di per sé l’iniziativa di regolarizzare la propria posizione. In questi casi, al momento del pagamento sarà necessario versare l’importo omesso riferito all’imposta ma anche la sanzione applicata in forma ridotta, oltre che gli interessi al tasso legale dovuti per ogni giorno di ritardo. Fondamentale è non lasciar trascorrere troppo tempo, comunque non più dei primi 14 giorni dalla data di scadenza ordinaria. Per quanto riguarda l’Imu, si tratta del più veloce ravvedimento possibile.

Proseguire con l’insolvenza, infatti, renderebbe la regolarizzazione decisamente più costosa. In caso di saldo entro i primi 14 giorni, infatti, la sanzione applicata non supererà lo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Questo significa che, coloro che hanno saltato la scadenza del 16 dicembre e che provvederanno alla regolarizzazione entro il 30 dello stesso mese, vedranno applicata una sanzione non superiore all’1,4%. Qualora il termine fosse superato, le sanzioni andranno in crescendo. Nello specifico, se ci si manterrà entro il trentesimo giorno dalla scadenza originaria, si scatterà all’1,5%. E poi a seguire:

  • 1,67% per scadenze oltre il trentesimo giorno ma entro il novantesimo;
  • 3,75% con regolarizzazione oltre il novantesimo giorno ma osservando il termine di presentazione della dichiarazione Imu 2022;
  • 4,29%, se la regolarizzazione avvenisse entro il termine di presentazione della dichiarazione;
  • 5% oltre il termine suddetto;
  • 6% dopo la constatazione della violazione, sulla base dell’articolo 24 della Legge 7 gennaio 1929, n. 4.

In sostanza, più i termini si allungheranno, più si verrà schiacciati dal peso dell’Imu.