Addio reddito di cittadinanza, arriva il reddito alimentare: conosciamolo meglio

Importanti novità in arrivo con il 2023 che potrebbe vedere il debutto del reddito alimentare. Ecco cosa c’è da aspettarsi.

Manca poco all’inizio del 2023 che potrebbe portare con sé l’addio al reddito di cittadinanza e il debutto del reddito alimentare. Ma cosa c’è da aspettarsi? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Siamo ormai giunti quasi alla fine del mese di dicembre. Questo vuol dire che a breve saluteremo il 2022 per dare il benvenuto al nuovo anno. Un 2023 che, si spera, possa portare con sé una ventata di positività. Questo soprattutto considerando che giungiamo da un periodo davvero molto complicato, caratterizzato da tutta una serie di fattori negativi come il Covid prima e il preoccupante aumento generale dei prezzi poi.

In tale ambito, pertanto, a ricoprire un ruolo fondamentale sono i vari aiuti messi in campo dal governo, come ad esempio il reddito di cittadinanza. Proprio il sussidio targato Movimento 5 Stelle sembra pronto all’addio, per essere sostituito da nuove misure come il reddito alimentare. Ma di cosa si tratta e chi ne avrebbe diritto? Entriamo nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito

Manovra 2023, addio reddito di cittadinanza, arriva il reddito alimentare: tutto quello che c’è da sapere

In attesa di scoprire quale sarà il destino dei beneficiari del reddito di cittadinanza, sembra pronto a debuttare nel 2023 il cosiddetto reddito alimentare. Questo, almeno, è quanto previsto da un emendamento alla Legge di Bilancio voluto dal deputato dem Marco Furfaro.

Quest’ultimo, infatti, propone di utilizzare delle risorse per combattere la povertà alimentare. Per fare ciò si intende distribuire pacchi di cibo e bevande. Quest’ultimi recuperati dalla merce invenduta dei grandi magazzini alimentari. Le scatole potranno essere, molto probabilmente, prenotate tramite un’applicazione per poi essere ritirate presso appositi centri di distribuzione.

Al momento, comunque, non è ancora dato per certo come dovrebbe essere attuata questa misura. Si attende, infatti, un decreto del ministero del Lavoro che definirà tutti i dettagli. In questo modo, ha sottolineato Furfaro: “eviteremo lo spreco immorale di 230mila tonnellate di cibo invenduto della grande distribuzione: aiuteremo tre milioni di italiani”.