Tasse, il piano Meloni: per il taglio servono due passaggi chiave

Il Governo al lavoro per la riduzione dell’impatto delle tasse. Accanto al Quoziente familiare, si ragiona sulla rimodulazione delle tax expenditures.

 

Un piano per ammortizzare il peso delle tasse sulle spalle dei contribuenti. Il Governo Meloni, accanto alla programmazione contro il caro bollette, dovrà mantenere la linea anche sull’altra promessa capitale della campagna elettorale del Centrodestra.

Taglio tasse governo
Foto: Canva

La nuova pace fiscale non sarà un percorso automatico. Alcuni passaggi saranno fondamentali, soprattutto per capire quante risorse arriveranno, effettivamente, dalla prossima Manovra. Al momento, le ipotesi sul tavolo sono diverse. Nessuna che somigli alla pax pensata da Matteo Salvini e richiesta a gran voce dalla Lega, se non altro per impedire che il peso delle pendenze vada a destabilizzare ulteriormente le tasche dei contribuenti. Una delle probabilità al vaglio riguarda il cosiddetto Quoziente familiare, un piano di ripartizione più equa delle tasse in proporzione ai figli presenti all’interno di una famiglia. All’orizzonte, inoltre, si staglia il piano di un restyling per quel che riguarda la tassazione dei redditi più alti. Un’altra riforma che punta all’equità fiscale.

Il prossimo passo sul piano tassativo, potrebbe riguardare detrazioni e deduzioni. Da abbassare in virtù di redditi più elevati. In tal modo, se alcuni contribuenti andranno a pagare meno tasse, altri pagheranno in proporzione alle proprie disponibilità economiche. Una sorta di riordinamento delle cosiddette tax expenditures, ossia mettere a punto un sistema che renda meno influente la perdita di entrate pubbliche tramite piani di esclusione fiscale. Per questo si comincerà dalle detrazioni e dalle deduzioni, applicate in fase di dichiarazione dei redditi. Anche se, per il momento, tutto è in fase di discussione.

Tasse, cambiano detrazioni e deduzioni: il Governo lavora a una nuova equità fiscale

Niente di particolarmente nuovo. Già lo scorso anno, infatti, era stata disposta una modifica sostanziale al piano di detrazione fiscale, limitando gli sconti relativi alle spese di assicurazione sulla vita, di istruzione, per badanti, sport e affitto di casa a uno studente fuori sede, oltre che per le spese funebri. Tutto portato al comune denominatore del 19%. In linea generale, le detrazioni in dichiarazione dei redditi per l’anno di imposta 2021 si modificano esclusivamente in base all’importo complessivo dichiarato dal contribuente (inclusi quelli a cedolare secca). Per i titolari di redditi complessivi fino a 120 mila euro, l’importo detraibile spetta per intero. In caso di superamento si andrà via via a decrescere fino all’azzeramento una volta raggiunta la soglia dei 240 mila euro.

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IL “Rapporto programmatico sulle spese fiscali” è stato allegato alla Nota di aggiornamento al Def e, in esso, si parla proprio di “riordino delle tax expenditures”. Il quale, si spiega, potrà essere applicato solo in virtù di un piano di riforma fiscale più ampio. Al fine di riequilibrare il deficit dovuto alla mancata acquisizione delle entrate pubbliche, il governo starebbe pensando a una sforbiciata sugli importi detraibili per intero, abbassando la soglia da 120 mila a 60 mila euro. Il nuovo tetto per l’azzeramento, in tal modo, diventerebbe proprio quello dei 120 mila euro. Il punto, obiettano dalla maggioranza, è che tale intervento non andrebbe a modificare la tassazione sui redditi più alti. Il vantaggio, semmai, sarebbe nella conseguente immissione di risorse finanziarie, necessarie per alzare la soglia della flat tax da 65 mila a 85 mila euro.