Riscaldamenti con temperature più basse, sanzioni pesanti: chi ci controlla?

L’accensione dei riscaldamenti è vicina e i cittadini si chiedono cosa accadrà non rispettando la direttiva sull’abbassamento di un grado dei termosifoni.

La stretta sui consumi ha reso necessario per il Governo adottare interventi che coinvolgono tutta la popolazione.

riscaldamenti
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Limitazioni, torniamo ad utilizzare questo termine dopo che ci ha perseguitato per due anni e mezzo di pandemia. Quando l’incubo sembrava finito e il ritorno alla normalità vicino, è sopraggiunto un nuovo stato di emergenza causato da eventi terribili che potrebbero avere conseguenze devastanti – come una Terza Guerra Mondiale. Occidente contro Russia e Cina, questo il quadro generale a grandi linee.

Nessuna diplomazia in atto, niente ragionamenti o mediazioni, solo follia da tutte le parti in causa. I “grandi” vogliono la guerra, questa la conclusione che tanti cittadini traggono. Mentre la paura di un conflitto globale cresce, ogni nazione nel suo piccolo cerca di limitare i danni e di risolvere con accorgimenti più o meno validi gli effetti della situazione geopolitica internazionale. Il Governo italiano, ad esempio, ha optato per un piano di riduzione dei consumi di gas che prevede l’abbassamento delle temperature dei riscaldamenti di un grado nonché l’accensione per un periodo più breve.

Riscaldamenti più bassi, i cittadini saranno controllati?

L’Italia è stata divisa in sei fasce climatiche per diversificare accensione e spegnimento dei riscaldamenti. In generale, l’esecutivo ha optato per una riduzione di 15 giorni rispetto al solito. L’accensione avverrà 8 giorni più tardi, lo spegnimento con 7 giorni di anticipo. Nessuna differenza, invece, per quanto riguarda l’abbassamento di un grado dei termosifoni. Da 20° a 19° in tutta Italia sia nelle case private che negli Uffici pubblici e privati.

I cittadini cominciano a chiedersi se ci saranno dei controlli volti a verificare la regolazione della temperatura delle caldaie a gas (L’Enea ha stilato un vademecum per fornire le indicazioni che permetteranno di adeguarsi alla normativa). Ebbene, nessuno potrà venire in casa e verificare che la temperatura dei riscaldamenti sia stata posizionata sui 19°. Chi ha il riscaldamento autonomo non dovrà preoccuparsi della violazione della privacy.

Quando i controlli sono possibili

In linea teorica, ad effettuare i controlli dovrebbero essere gli incaricati per il rilascio dell’attestato di certificazione energetica e delle raccomandazioni per il raggiungimento dell’efficientamento energetico. Le verifiche potrebbero essere effettuate negli edifici pubblici ma anche nei condomini in cui è presente il riscaldamento centralizzato. Gli amministratori di condominio dovranno consegnare il vademecum dell’Enea ai condomini entro dieci giorni da momento della pubblicazione per consentire l’adeguamento alla direttiva.

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Sul piano pratico, però, i controlli saranno molto pochi. Cingolani vuole credere che i cittadini accettino la propria responsabilità e importanza nella riduzione dei consumi di gas. Vuole fare affidamento sul senso civico delle persone e credere che ogni famiglia metterà in pratica le indicazioni per il bene comune. Nessuno vuole invadere la privacy ma le persone dovranno dimostrare di meritare tale fiducia.