Registro opposizioni, tutti stanchi dei call center: sicuri stia funzionando?

Una operazione nata per tutelare il più possibile i cittadini che invece sta significando tutt’altro. Ad oggi, certo non funziona.

Ad oggi se si parla di call center si rischia seriamente di irrigidire lo stato d’animo di milioni e milioni di italiani. Il rapporto con gli operatori telefonici non è il massimo, questo lo sappiamo ormai benissimo. Oggi più che mai c’è bisogno di chiarezza in questo particolare settore e per il momento, a conti fatti, la condizione non è proprio quella ideale. Il concetto base insomma, fa acqua da tutte le parti.

Call Center
Fonte Adobe Stock

Se un cittadino qualsiasi, oggi, sente squillare il suo smartphone o il suo telefono di casa, probabilmente sa già di cosa si potrebbe trattare. Call center, telemarketing, qualsiasi cosa comprenda la possibilità di aderire ad offerte, potenziali vantaggi, acquisti e quant’altro. Dall’altro lato, otto volte su dieci, ma forse anche di più ,ci sarà qualcuno pronto a convincerci in merito a qualcosa. Una dinamica particolarmente fastidiosa per molti.

In passato, di recente per la verità, si è più volte provato a tutelare i cittadini da quella che è ormai diventata una vera e propria caccia al cliente, per certi versi. Il registro delle opposizioni, questa l’idea. Fare in modo che i cittadini scelgano se essere contatti o meno dai call center di turno, e quindi se avere o meno la possibilità di godere di eventuali vantaggi, offerte, privilegi e quant’altro. Tutto bello in teoria, ma in pratica cosa è successo?

In pratica è successo che quasi tutti gli italiani che hanno scelto l’adesione al registro sono poi finiti in un modo o nell’altro a fare i conti nuovamente con l’operatore di turno. Il tutto è legato alla possibilità di particolari dinamiche contrastanti nei vari regolamenti. Sembra paradossale ma la verità è quella. Il tutto continua ad arenarsi per elementi che nascono dalla stessa natura dei regolamenti che governano il tutto.

Agostino Ghiglia, componente del Garante per la protezione dei dati personali, ha di recente espresso una posizione abbastanza netta. Questo, in occasione di una sua intervista a sito web Today.it. Il problema di fondo, finora riscontrato riguarda il 55% degli iscritti al Registro pubblico delle opposizioni, che nonostante tutto continua ad essere intercettato dai call center. Questo è il punto su cui dovrebbe poggiare in qualche modo la riflessione in merito allo stesso registro.

Registro opposizioni, tutti stanchi dei call center: siamo sicuri che tutto stia funzionando alla perfezione?

Secondo una stima del Codacons, su circa 2,7 milioni di iscritti, sono circa 1,3 milioni quelli che continuano a ricevere telefonate da qualsiasi operatore call center. Questo, in merito a qualsiasi dinamica di vendita o di altra natura. Nel 40% dei casi ci troviamo di fronte a proposte commerciali in merito alle forniture di luce e gas, nel 32% dei casi invece si tratta di dinamiche legate all’universo telefonia. Lo stesso Agostino Ghiglia, però in merito al dato Codacons mostra dei seri dubbi.

A tal proposito infatti ha dichiarato quanto segue: “Non sono dati che possiamo confermare (e, credo, allo stato non possa farlo alcuno con esattezza). Sicuramente ci sono ancora casi di numeri iscritti al Rpo che dopo 15 giorni dall’iscrizione continuano a ricevere chiamate promozionali indesiderate. È vero che negli ultimi due mesi le segnalazioni al Garante sono aumentate in maniera esponenziale. Probabilmente, però, ciò è dovuto più alla percezione degli utenti che, proprio ora che nutrivano maggiori aspettative, sentono maggiormente il fastidio e il senso di impotenza“.

Il discorso si poggia poi sulla possibilità di una inconsapevole adesione a determinate chiamate. Di conseguenza, quindi, si arriva alla ipotetica confusione che molti italiani possono fare in determinati casi: “Il registro delle opposizioni serve per eliminare il proprio numero di telefono fisso o mobile dalla lista che i call center. Ogni 15 giorni aggiornano per le proprie chiamate di telemarketing. Non ci sono costi da sostenere e si rimane iscritti a tempo indeterminato. Ma dopo l’iscrizione al registro delle opposizioni, se online viene dato il proprio consenso all’utilizzo del numero di cellulare, il numero viene automaticamente cancellato dal registro delle opposizioni stesso”.

Nel corso dei 15 giorni che servono per aggiornare il registro – conclude – è possibile, infatti, che sia avvenuto un cambio di operatore telefonico, si può aver dato il consenso online all’utilizzo del numero di cellulare. Non solo, si può anche aver dato inconsapevolmente il consenso al trattamento del proprio numero. Tramite un acquisto o la sottoscrizione di una carta fedeltà”. Il discorso insomma ha molti aspetti. Al centro potrebbero esserci responsabilità da parte dei cittadini. In ogni caso, comunque, non si giustifica l’aggressività di determinate dinamiche telefoniche. Il tutto, insomma, al momento sembra essere fermo, in attesa di nuovi importanti evoluzioni.

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