Reddito di base, si avvicina: in arrivo più di 300 euro a settimana

In Irlanda parte la sperimentazione di un piano di Reddito di base. L’obiettivo è risollevare il settore artistico tramite un assegno settimanale.

 

Sarà un fine anno decisivo per le misure di sussistenza pensate fin qui per i contribuenti italiani. In primis per il Reddito di Cittadinanza, il cui futuro sarà probabilmente uno dei primissimi oggetti di discussione del nuovo Governo.

Reddito di base
Foto © AdobeStock

In ballo, però, c’è ancora qualche vecchio pallino che ha accomunato, negli anni, buona parte dei Paesi europei. Ossia, quello di predisporre un reddito di base per i cittadini, per un ammontare settimanale di 325 euro. Una somma che, chiaramente, sarebbe decisiva e, per qualche contribuente, addirittura risolutiva. Ma è altrettanto chiaro che i destinatari di tale misura non sarebbero tutti i cittadini ma soltanto determinate categorie di beneficiari. I quali, peraltro, lo riceverebbero per non più di tre anni. In Europa, a ogni modo, c’è un progetto in cantiere, pronto a essere messo in pratica nella sua versione “pilota”. E in arrivo risulta proprio un assegno settimanale da oltre 300 euro. Di sicuro una bella novità.

Un tentativo era già stato effettuato in tempi recenti, mediante una serie di raccolte firme concluse alla fine del mese di giugno. Nonostante il boom di adesioni in qualche Paese (come Germania e Spagna) non era stato superato il quorum. Necessario affinché il Reddito di base divenisse realmente operativo. Un flop motivato soprattutto dalla mancata partecipazione di alcuni Paesi. Al momento, però, il progetto dell’Universal Basic Income (Ubi) sta attraversando un buon periodo e non solo in termini di prospettive. Un progetto di sperimentazione che ha visto i primi soldi confluire nelle tasche di alcuni cittadini irlandesi, primissimi beneficiari della versione di prova del Reddito di base.

Reddito di base, prove tecniche in Irlanda: ecco come funziona

L’Ubi in fase di sperimentazione in Irlanda riguarda, per ora, esclusivamente due categorie in particolare. Si parla, nello specifico, degli artisti e di chi lavora in settori correlati all’ambito dell’arte. Contrariamente a quanto si potesse pensare, il progetto non include, per ora, coloro in cerca di occupazione o che hanno perso il lavoro a seguito di eventi non dipendenti da loro stessi. Per chi è coinvolto nel progetto, sarà quindi possibile ottenere un totale di circa 1.300 euro al mese. Al momento si tratta di 2 mila professionisti operanti nel settore delle arti, ossia uno di quelli maggiormente coinvolti nella crisi pandemica. E che, per questo, secondo il Governo irlandese figurava come quello ideale per la sperimentazione del Reddito di base.

La sperimentazione irlandese

I lavoratori sono stati selezionati in un plico da oltre 9 mila domande presentate, tramite un criterio di casualità. Per la precisione, il Reddito di base è stato elargito in forma provvisoria a 584 musicisti e ben 707 lavoratori nelle arti visuali. E ancora, 184 scrittori, 204 lavoratori del cinema, 173 attori di teatro, 32 ballerini e coreografi, 13 circensi e, infine, 10 architetti. L’obiettivo primario è capire se il provvedimento in questione possa essere effettivamente un aiuto e se possa essere in grado di ripagare il dispendio di risorse tramite la ripresa del settore. Inoltre, il Governo irlandese punta a frenare l’esodo dei giovani professionisti, particolarmente aumentato a seguito della pandemia. In sostanza, il Reddito di base dovrà affiancare i proventi del proprio lavoro, rilanciare il settore artistico e il conseguente indotto.

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In questo senso, l’obiettivo principale è la stabilità dei lavoratori. Un tema che, se ben integrato con la disposizione di risorse, potrebbe effettivamente trovare risposte tramite il RdB. Chiaro che, per organizzare il tutto a livello europeo, gli oneri sarebbero decisamente elevati. Forse per questo nella maggior parte dei Paesi (Italia compresa) non si è ancora tentata questa strada. Chissà, però, che la sperimentazione irlandese non possa fornire qualche risposta incoraggiante.