Calciatori fuori dal… gioco: vita da vip o no? Cosa fanno nel tempo libero

Il sogno di diventare calciatori ha forse cambiato connotati ma resta ben saldo fra i più giovani. Anche per la vita fuori dal campo.

 

Se una ventina di anni fa aveste chiesto a un bambino quale fosse il suo sogno, probabilmente le risposte più scontate sarebbero state un paio.

Calciatori tempo libero
Foto da Pixabay

C’era chi sognava la Luna, aspirando a diventare astronauta (o magari paleontologo, sulle tracce di Alan Grant). E chi, invece, guardava decisamente più a terra. O meglio, al prato verde dei campi da gioco. Chiaramente già all’epoca i calciatori guadagnavano parecchio ma, per l’ultima generazione di ragazzi cresciuta nei campetti improvvisati delle periferie, poter calcare il campo di uno stadio era più che una prospettiva di guadagno. Significava realmente trasformare in realtà i sogni coltivati sull’asfalto o attaccando figurine su album forse meno elaborati di quelle di oggi ma, indubbiamente, affascinanti già all’epoca. Il guadagno sembrava essere quasi l’ultima delle prospettive, almeno per le ambizioni di un bambino. Anche perché, coi social network ancora in rodaggio (e alcuni nemmeno nati) il massimo del prodigio comunicativo era rappresentato dalle chat. Troppo poco per sperare di sapere realmente qualcosa della vita dei calciatori senza sfogliare una rivista di gossip.

Del resto, anche quei giocatori lì erano figli di altre epoche. Né millennials né, tantomeno, la generazione Z. Giravano miliardi per le trattative ma le grandi cordate esotiche erano ancora un’eco lontana, si guadagnavano milioni ma resisteva una sensazione dello sport come qualcosa di troppo prossimo perché si trasformasse in un’inviolabile torre d’avorio. E, in fondo, anche le partite erano in numero decisamente minore. La domenica rappresentava ancora il momento clou della settimana calcistica e nemmeno i diritti tv avevano ancora invaso le case di tutti i cittadini. L’aggregazione del bar all’angolo, che magari trasmetteva la partita, è stata uno degli momenti di vera e propria prossimità col calcio.

Calciatori nel tempo libero: cosa fanno quando non giocano?

Nonostante si parli sostanzialmente degli anni Novanta, sembra trascorso quasi un secolo. Instagram e social vari hanno reso la vita dei calciatori apparentemente più vicina alla curiosità dei tifosi ma non per questo così alla portata. Anzi, le rivelazioni fatte sui mezzi di comunicazione di massa sembrano chiarire in modo sempre più netto l’abisso enorme che esiste fra chi naviga nelle acque del calcio professionistico e coloro che guardano dal di fuori. Anche se, per la verità, a guardare il numero di partite giocate e di allenamenti settimanali viene quasi difficile immaginare un giocatore al di fuori del terreno di gioco. A meno che non si tratti di una vacanza (con foto in barca su scenografie mozzafiato) o di momenti domestici (magari una foto di famiglia). Eppure, come tutti i lavoratori, anche i calciatori godono dei loro pomeriggi liberi o di giorni di riposo.

Perché sì, in fondo di lavoro si tratta. Molto ben retribuito rispetto alla media ma comunque un lavoro. E, chiaramente, per un ragazzo nato nel 2010 o giù di lì, la prospettiva di mettersi al volante di una bella macchina o di regalarsi svaghi proporzionati alle sue finanze rappresenta, oggi, una variabile decisamente più influente. Anche perché, persino il tempo libero potrebbe essere impiegato in attività interessanti. Dalla classica palestra, per i più ligi alla forma fisica, alla pratica di altri sport più “rilassanti”, come ad esempio il golf. Attività sportiva spesso considerata d’élite ma che richiede in realtà concentrazione, abilità e allenamenti specifici. Sport, questo, gradito anche ad ex calciatori non più giovanissimi, che lo praticano per la possibilità di trascorrere ore all’aria aperta e per mantenersi in buona forma.

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Allenamenti paralleli

Altrettanto salutare la pratica del nuoto, popolare fra i giocatori che militano nel campionato inglese. Considerato lo sport più completo in assoluto, allenarsi in acqua consente di potenziare muscoli che, solitamente, nella vita di tutti i giorni non vengono sollecitati (ad esempio i pettorali). Certo, questo vale per quei calciatori che scelgono di integrare la propria attività sportiva con esercizi “domestici”, magari utilizzando la piscina della propria villa o la palestra allestita in un’area della propria casa. Il resto sono momenti di vita privata. Resa magari condivisibile (a volte fin troppo) solo in apparenza, tramite qualche foto popolare o senza prestare attenzione a un video girato in un momento di eccessiva spensieratezza. Vip forse sì, ma esseri umani di sicuro. E l’idolatria, anche social, non va (e non fa) mai bene.