Spritz, protagonista di una lunga storia: forse dobbiamo dirgli addio

Breve storia triste quella dello Spritz che potrebbe sparire dai bar a causa di una complicazione di non facile risoluzione. Scopriamo cosa sta succedendo.

L’aperitivo rosso che dal Veneto si è diffuso in tutta la penisola italiana passerà un brutto periodo. Gli amanti dell’aperitivo frizzante dovranno dirigersi in altra direzione.

Spritz
Adobe Stock

Durante l’impero Austriaco, intorno al 1.800, nacque lo Spritz un po’ per caso. Le truppe di stanza presso i territori del Regno lombardo-veneto trovavano il vino locale troppo forte e, così, lo allungavano con acqua frizzante oppure seltz. Da qui il nome di derivazione tedesca legato al verbo spritzen ossia spruzzare. L’usanza ebbe ben presto rapida diffusione tra la popolazione locale ma solo dopo molti decenni lo Spritz divenne quello che conosciamo oggi.

Siamo intorno agli anni Venti o Trenta quando a Padova e Venezia si cominciò ad usare l’Aperol oppure il Select in aggiunta al vino e al seltz. La vera diffusione della bevanda risale agli anni ’70 ma solo da poco tempo è diventato il protagonista indiscusso degli aperitivi da nord a sud Italia. Proprio nel momento della ribalta arriva la pessima notizia. Presto sarà complicato preparare uno Spritz per la mancanza di uno tra gli ingredienti principali.

Spritz, potremo continuare a berlo?

La ricetta ufficiale dello Spritz indicata dall’International Bartenders Association prevede 9 cl di prosecco, 9 cl di Aperol e un aggiunta di sertz o soda (quanto basta). Proprio con riferimento a quest’ultimi ingredienti nasce il problema. L’acqua frizzante, infatti, sta diventando irreperibile a causa della mancanza di anidride carbonica. Tutto legato agli effetti delle guerra tra Russia e Ucraina.

Pochi mesi fa l’allarme è stato lanciato dall’azienda Acqua Sant’Anna e ben presto la notizia si è diffusa creando disagi tra i consumatori. A rischio non è solamente l’acqua frizzante ma tutte le bibite gassate e gli aperitivi con bollicine, Spritz compreso. Tra pandemia e conflitto i prezzi della CO2 sono schizzati alle stelle mentre le scorte diminuiscono sempre più.

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Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro

La richiesta di anidride carbonica da parte del settore della sanità è, naturalmente, la prima da accontentare. Diminuisce, così, la possibilità per le aziende produttrici di bevande gassate di reperire la CO2 necessaria per far fronte alla domanda. Ciò significa che presto i bartender potrebbero ritrovarsi senza seltz o soda da aggiungere al prosecco e all’Aperol e in assenza di materia prima sarà impossibile preparare lo Spritz. A meno che non si ricorra a metodi alternativi lasciando libero sfogo alla fantasia dei baristi. Uno Spritz modificato, insomma, da giudicare solamente dopo averlo provato.