Bonus 200 euro e bonus 150 euro, occhio alle differenze: la verità che non ti aspetti

Bonus 200 euro e bonus 150 euro, attenzione: quali sono le differenze? Ecco la verità che non ti aspetti.

Sono in molti ad attendere con impazienza il pagamento dei bonus da 200 euro e da 150 euro. Ma chi ne ha diritto e soprattutto quali sono le differenze tra le due misure? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

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Foto © AdobeStock

Spesa settimanale, istruzione dei figli, vestiti, bollette e tanto altro ancora. Sono davvero tanti i costi da dover puntualmente sostenere e che finiscono per pesare sulle nostre tasche. Se tutto questo non bastasse, il preoccupante aumento generale dei prezzi con rincari del 43% contribuisce a sua volta a ridurre il nostro potere di acquisto.

Una situazione che porta un numero crescente di persone a riscontrare delle serie difficoltà nel riuscire ad arrivare alla fine del mese. Non crea pertanto stupore il fatto che siano in molti ad attendere con impazienza il pagamento dei bonus da 200 euro e da 150 euro. Ma chi ne ha diritto e soprattutto quali sono le differenze tra le due misure? Entriamo quindi nei dettagli e vediamo tutto quello che c’è da sapere in merito.

Bonus 200 euro e bonus 150 euro, occhio alle differenze: tutto quello che c’è da sapere

Come già detto sono in molti ad attendere con impazienza il pagamento dei bonus da 200 euro e da 150 euro. Ma chi ha diritto a tali misure e soprattutto quali sono le differenze? Ma non solo, sono in molti a chiedersi se chi ha ricevuto il bonus 200 euro abbia anche diritto al bonus 150 euro.

Ebbene, soffermandosi su quest’ultimo caso è bene sapere che la risposta non è scontata. Non tutti i beneficiari del bonus 200 euro, infatti, hanno diritto a quello da 150 euro. Questo in quanto nel secondo caso si è deciso di restringere la platea dei soggetti beneficiari. Entrando nei dettagli interesserà sapere che entrambe le misure si presentano come aiuti economici una tantum.

Quest’ultimi erogati a sostegno delle persone alle prese con delle difficoltà, appunto, economiche a causa dell’inflazione. Come già detto, però, non tutti si vedranno riconoscere entrambe le misure. In particolare è bene ricordare che il bonus 200 euro è rivolto a lavoratori, pensionati, disoccupati, ma anche titolari di partite Iva e collaboratori. Questo a patto che i soggetti interessati presentino un reddito annuo pari a massimo 35 mila euro.

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Gli stessi soggetti, interesserà sapere, potranno beneficiare del pagamento di un bonus da 150 euro a patto che registrano un reddito annuo pari a massimo 20 mila euro. Proprio l’abbassamento di tale limite reddituale, come è facile intuire, restringe la cerchia dei soggetti beneficiari di tale misura rispetto a quella precedente.