Il trasporto pubblico nell’occhio del ciclone: mazzata impietosa

Tempi duri per i cittadini, una nuova batosta sta per condizionare il prossimo futuro del nostro paese. Il momento è delicato.

Non bastano le continue difficoltà alle quali gli italiani devono letteralmente piegarsi a causa della crisi. Le privazioni dettate dall’aumento sconsiderato de prezzi di praticamente ogni prodotto alimentare, anche quelli di prima necessità hanno scaraventato il cittadino in un mare di confusione e incertezza per quel che concerne il prossimo futuro. Situazione spesso insostenibile. I prossimi tempi potrebbero essere ancora peggiori.

biglietti autobus
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Abbiamo visto come di questi tempi per le famiglie italiane si sia aperto un vero e proprio vortice pronto a risucchiare ogni certezza, ogni equilibrio. L’aumento delle bollette di luce e gas, di ogni prodotto di genere alimentare, dei servizi, dei carburanti e di tanto altro ancora. Prossimamente potrebbe essere la volta del servizio pubblico di trasporti, con i prezzi delle varie tariffe pronti a schizzare alle stelle. Una notizia che di certo non piace ai cittadini.

Complice l’inflazione, infatti, il costo del biglietto dei mezzi pubblici à di fatto già aumentato legittimando più che mai la costante inflazione crescente. Con i prezzi della benzina, del diesel e degli altri carburanti su, e quello dei mezzi pubblici di trasporto in aumento, per gli italiani potrebbe aprirsi una nuova pagina per niente positiva. A questo punto molti auspicano un intervento forte da parte del Governo, intervento che per il momento appare davvero lontano.

In almeno cinque regioni italiane, cosi come riportato dal quotidiano Il Sole 24 Ore, ci sarà un vero e proprio aggiornamento delle tariffe con i prezzi che sono passati, per esempio a Torino, da 2,70 euro, dal 1° luglio, a 3,50 euro. La cosa di certo penalizzerà non poco i cittadini in questione, considerando l’aumento di quasi 1 euro rispetto al prezzo precedente. Una situazione insomma molto delicata che potrebbe gravare ancor di più ui bilanci familiari.

Il traposto pubblico nell’occhio del ciclone, cittadini penalizzati: il parere degli esperti

La misura messa in campo dalle regioni non è certo popolare, ma la direzione intrapresa dalle 5 regioni potrebbe estendersi anche alle altre. Secondo Tiziana Toto, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva, si tratta di una questione di settimane. Dopo le elezioni del 25 settembre 2022, senza più timore di influenzare negativamente la decisione dei cittadini, gli aumenti saranno inevitabili

Secondo Tiziana Toto, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva è tutta questione di settimane. All’indomani del voto politico, infatti gli aumenti saranno di fatto ufficializzati ovunque. In questa fase non si procede in questo senso per non influenzare in qualche modo il voto. Quando le campagne elettorali saranno finite si procederà con gli aumenti. La situazione insomma rischia seriamente di degenerare.
L’aumento del prezzo dei biglietti del servizio pubblico era in qualche modo immaginabile considerata la crisi innescata anche dal conflitto in Ucraina. Fino a metà estate tutto sembrava potesse restare invariato, in un certo senso, poi le prime avvisaglie che qualcosa stesse cambiando. Per ora, cosi come anticipato, soltanto cinque regioni hanno deciso di aggiornare i prezzi delle tariffe, ma nelle prossime settimane le cose potrebbero seriamente cambiare.
Il prossimo inverno insomma potrebbe essere ancora più duro per i cittadini italiani e chiaramente per le famiglie. Marche, Piemonte, Lombardia, Campania e Puglia hanno già provveduto ad aumentare i prezzi dei biglietti del servizio pubblico, tutte le altre lo faranno di sicuro dopo le elezioni politiche del 25 settembre.
“Il trasporto pubblico aumenterà su tutto il territorio –  dichiara Tiziana Toto, responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva –  in particolare dopo le elezioni del 25 settembre. Almeno questo è quanto riportato da Toto, che ricorda come già prima della crisi economica e della pandemia i passeggeri italiani con il biglietto coprivano appena il 30% del costo del trasporto pubblico e che ora l’adeguamento all’inflazione è inevitabile”. Tempi duri insomma, ancora per molto.