Superenalotto, perché nessuno si aggiudica il jackpot: toglie la voglia di provarci

Difficile azzeccare la vincita della vita. Giochi e lotterie varie, invece, animano un introito notevole per il Tesoro. I numeri del semestre gennaio-giugno.

“Io non scherzo, gioco”. Bruno Fioretti, per tutti Mandrake, sintetizzò al meglio la differenza fra chi si diverte e chi scommette, facendo appello alla forza dei significati in uno dei passaggi chiave del poco fortunato sequel di “Febbre da cavallo”.

superenalotto non si vince
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La “mandrakata” che diede il titolo al film, nell’ormai lontano 2002, non riuscì. Perché in fondo, il giocatore è consapevole di scommettere con un buon 90% di possibilità di essere sconfitto in partenza. Forse pure qualcosina in più. E se questo valeva per una giocata su una corsa con dieci cavalli, in cui almeno una possibilità c’era, figurarsi nel momento in cui si sceglie di percorrere la strada del Lotto e di qualsiasi altro “gioco” richieda dosi macroscopiche di fortuna. Con milioni di possibili combinazioni e una percentuale praticamente infinitesimale di vincere realmente qualcosa. Senza contare che, nel momento in cui si punta su lotterie e quant’altro, si consegna di fatto parte del proprio denaro alle casse statali. Un dettaglio di cui, forse, non tutti i giocatori sono consapevoli.

Ben più consapevole è il Tesoro che, periodicamente, indica quante risorse siano entrate in cassa tramite i giochi in questione. Numeri che, solitamente, non fanno che ribadire la tendenza degli italiani a dedicare una discreta quantità di risorse finanziarie nella sfida alla fortuna. Magari con la speranza di azzeccare la giocata vincente e risolvere le proprie beghe economiche. Tendenzialmente, esagerare nel gioco non è mai conveniente. Un po’ per le suddette poche (se non pochissime) possibilità di ottenere vincite tali da rientrare dei propri “investimenti”, un po’ per il loop del vizio che potrebbe spuntare qualora la volontà di tentare di tanto in tanto la fortuna finisse per diventare un’ossessione.

Giochi e lotterie, i numeri del Tesoro: quanti soldi sono entrati dalle giocate

Per quanto riguarda i primi sei mesi del 2022, gli incassi arrivati da giochi e lotterie varie hanno fruttato ben 4,1 miliardi di euro alle casse statali. Questo quanto riportato nel Conto riassuntivo relativo alla prima fase dell’anno in corso. Interessante notare come la maggior parte degli introiti siano arrivati dal Lotto (891 milioni), mentre “solo” 169,7 milioni sono derivati da altre attività di gioco. Altro dato rilevante: quasi 160 milioni sono arrivati dall’imposta unica del 40% sui giochi di abilità e concorsi pronostici. Su questi ultimi, quasi 34 milioni derivano dal diritto fisso erariale, ai quali si aggiungono altri 161 milioni arrivati dai canoni di concessione per la gestione della rete telematica che regola gli apparecchi di intrattenimento e i giochi numerici a totalizzatore nazionale.

Infine, circa 280 milioni arrivano dalla ritenuta del 6% sulle vincite del gioco del lotto e altri 817,5 milioni dalle lotterie nazionali a estrazione istantanea. Chiudono il cerchio, i 78,5 milioni provenienti dal Bingo e circa un milione e mezzo dal versamento delle somme da parte dei concessionari degli apparecchi. Un giro d’affari che, di certo, non è a beneficio dei giocatori. Per i quali non basta una vincita in grado di ripianare i 10 euro spesi su un Gratta e Vinci. Per chi gioca abitualmente, ci vorrebbe una giocata da capogiro. Quelle che, praticamente, non capitano mai. Se non per chissà quali congiunzioni astrali. Molto improbabili, anche se non impossibili. E questo basta ad animare il giro.

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