Certificazione Unica, errore dell’Inps ma la multa arriva ai pensionati

L’Inps sbaglia un dato sulla Certificazione Unica: 2 mila pensionati ricevono una multa. Ecco cosa potrebbe succedere.

 

Di questi tempi, con il minimo decisamente alto per una serie infinita di ragioni, ritrovarsi a dover sborsare denaro per una colpa non propria rappresenta la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso.

Pensione errore Inps
Foto © AdobeStock

Stavolta sono i pensionati a dover fare i conti con le conseguenze indirette di una problematica della quale non hanno colpe. Legata a doppio filo con la Certificazione Unica, inviata dall’Inps con un difetto di fondo che, ora come ora, si è tradotto con l’obbligo di pagamento di una multa da parte di chi ha percepito la propria pensione. Alla porta dei quali ha bussato nientemeno che l’Agenzia delle Entrate, dalla quale è stato chiesto conto di un errore marchiano sul documento presentato per la dichiarazione della propria posizione contributiva. A riprova di come, dopo le normative sempre più stringenti, il Fisco tenga l’occhio attento su tutti i procedimenti di dichiarazione reddituale, qualunque sia il mezzo utilizzato.

Sarà il sistema della doppia anagrafe, il momento storico che non concede deroghe ai pagamenti o qualunque altra situazione. Fatto sta che l’Agenzia delle Entrate vigila con costanza sulle possibilità economiche reali dei contribuenti, identificando i procedimenti irregolari per poi chiederne puntualmente conto. E, dal momento che i cittadini conoscono bene il nuovo quadro di controllo, l’attenzione nella presentazione della documentazione con tutti i crismi necessari è una priorità assoluta. Proprio per evitare di trovarsi in situazioni come questa.

Pensionati, errore dell’Inps sulla Certificazione Unica: cosa succede ora

Stavolta, però, più che di svista si tratta di una beffa a tutti gli effetti. Nemmeno la certosina applicazione per evitare di ritrovarsi il Fisco sull’uscio di casa è bastata per mettersi al riparo. Questo perché l’errore ha finito per trovarsi a monte, nel momento in cui l’Inps ha consegnato nelle mani dei pensionati una Certificazione Unica viziata da un errore. Il quale ha coinvolto non meno di 2 mila contribuenti italiani, tutti nella provincia di Padova. Destinatari di sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate per dichiarazioni relative proprio alla documentazione presentata. A segnalare l’errore è stato il presidente di Anp Cia di Padova, Carlo Miatello. Il quale ha richiesto al Fisco di non chiedere il versamento dell’importo relativo alla multa. In sostanza, di tenere al riparo i contribuenti dalle conseguenze di un vizio di forma del quale non sono responsabili.

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L’errore in questione è contenuto nel modello della Certificazione Unica e riguarderebbe il dato fondamentale, ossia quello relativo all’importo della pensione percepito. Dal momento che la beffa ha accomunato non meno di 2 mila persone, appare evidente come i contribuenti diano automaticamente per scontata la correttezza delle informazioni presenti sul modello. Al fine di evitare potenziali, per quanto improbabili, beffe di questo tipo, una verifica da parte di terzi (ad esempio un Patronato o un commercialista) potrebbe essere utile per sincerarsi della regolarità del documento. O, come in questo caso, per accorgersi preventivamente dell’errore. Uno sbaglio così marchiano, chiaramente, è balzato subito all’occhio del Fisco che, ora, dovrà decidere se accogliere la richiesta e bloccare le sanzioni. Non esagerate (fra 10 e 20 euro) ma comunque frutto di una colpa non propria.