Premi in busta paga per combattere i rincari: quali aziende hanno a cuore i dipendenti

Bonus e premi in busta paga per i dipendenti contro il caro-bollette. Diverse aziende stanno attuando questa strategia per aiutare i lavoratori.

I datori di lavoro si stanno attivando per premiare in soldi i dipendenti e garantire loro un’entrata mensile più alta.

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Adobe Stock

Tanti lavoratori sono allo stremo e non sanno più come pagare tutte le spese senza svuotare il conto corrente. L’aumento eccessivo del costo della vita non rapportato alle retribuzioni sta creando il panico e le nere previsioni gettano le famiglie ancor più nello sconforto. Dal prossimo mese, infatti, sono previsti nuovi aumenti di luce e gas e il Bonus sociale del Governo può alleggerire gli oneri limitatamente. Nonostante il probabile ampliamento della platea dei beneficiari alzando l’ISEE a 15 mila euro (misura del Decreto Aiuti Ter), le difficoltà rimarranno e gli ostacoli saranno più complicati da superare avendo alle spalle mesi e mesi di rincari. Intervengono, in alcuni casi, i datori di lavoro a salvaguardare il potere di acquisto dei dipendenti con premi e bonus.

Premi in busta paga, chi li eroga

Grandi e medie imprese hanno deciso di intervenire per sostenere i dipendenti contro i rincari attivando Bonus speciali e premi da erogare in busta paga. L’inflazione ha raggiunto il tasso dell’8,4% e lo stipendio di sempre non è sufficiente per pagare le spese. Intesa Sanpaolo e Atlante sono due note aziende che hanno intrapreso questa strada. Citiamo poi, Acqua Sant’Anna, Brembo, RadiciGroup, Labomar e molte altre anche se si spera che la lista possa diventare sempre più lunga.

Lo stesso si può dire per altre imprese europee il cui Paese di origine si trova in forte difficoltà. Un esempio è la Francia, nazione in forte crisi energetica che ha ipotizzato anche un’interruzione della vendita dell’energia elettrica all’Italia.

Intesa Sanpaolo e Acqua Sant’Anna, esempi da emulare

I dipendenti Intesa Sanpaolo stanno ottenendo un aiuto concreto straordinario da parte dell’azienda. Non parliamo di piccoli aumenti in busta paga – come quelli legati al taglio del cuneo fiscale deciso dal Governo – ma di 500 euro aggiuntivi erogati a 82 mila lavoratori. Una cifra importante che sosterrà in modo efficace le famiglie contro il caro-bolletta.

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Acqua Sant’Anna, invece, ha optato per una mensilità aggiuntiva a tutti i dipendenti per premiarli del lavoro svolto e della dedizione all’azienda nonostante il difficile periodo economico. Brembo, invece, ha deciso di erogare premi di 1.000 euro lordi mentre il bonus di Labomar si attesta sui 700 euro ed è destinato a chi lavora in azienda da almeno sei mesi.