Riscaldamenti, cambia tutto: dall’accensione alla temperatura, quali mosse per salvare l’Italia

Gli italiani devono conoscere le nuove direttive sui riscaldamenti per l’inverno 2022/2023. Quali sono le misure salva-Italia?

Cambiano le date di accensione dei riscaldamenti e variano le temperature dei termosifoni. Scopriamo quanto sarà difficile affrontare il prossimo inverno.

riscaldamenti orari
Adobe Stock

Le stagioni più fredde dell’anno sono in arrivo e i cittadini temono di rimanere al freddo. Da mesi la questione del caro-bollette e della riduzione delle forniture di gas sta preoccupando gli italiani ma ora che i gradi del termometro cominciano a calare ci si rende davvero conto che presto sarà necessario affrontare l’emergenza. I problemi sono diversi e riguardano sia la luce che il gas. Tanti cittadini sono ricorsi al fotovoltaico o a sistemi alternativi ai termosifoni per cercare di correre ai ripari e rendersi indipendenti ma sono ancora milioni e milioni le famiglie che dipendono dal metano e dall’energia elettrica. Eppure i consumi vanno ridotti e i costi in bolletta alleggeriti per non rischiare che l’Italia e gli italiani sprofondino in un oscuro baratro.

Riscaldamenti, cosa cambierà nei prossimi mesi

Da pochi giorni si è diffusa la notizia di una possibile riduzione della corrente elettrica nelle case degli italiani. Tra stupore e perplessità – la decisione influirebbe negativamente sui cittadini che hanno optato per le pompe di calore e abbandonato il gas – le famiglie attendono di conoscere maggiori dettagli sull’attuazione di questo ipotetico piano. Nel frattempo si delineano i contorni delle strategie tutte italiane per ridurre i consumi del gas.

Il Piano Nazionale prevede diverse date di accensione dei riscaldamenti rispetto agli anni precedenti. In generale, i termosifoni rimarranno accesi 15 giorni in meno con la prima accensione spostata di 8 giorni in avanti rispetto al 2021 e lo spegnimento anticipato di 7 giorni.

Le date in base alla fascia di appartenenza

L’Italia è divisa in sei zone climatiche. La zona A comprende Lampedusa, Porto Empedocle e Linosa – i territori più caldi. L’accensione dei riscaldamenti è stata posticipata al giorno 8 dicembre mentre lo spegnimento al giorno 7 marzo 2023. Inoltre, i termosifoni potranno rimanere accesi per un massimo di 5 ore al giorno.

Ad Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani e Reggio Calabria (Zona B) i termosifoni si potranno accendere dall’8 dicembre fino al 23 marzo con un massimo di 7 ore giornaliere. Nelle province di Bari, Cagliari, Benevento, Brindisi, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Imperia, Latina, Napoli, Lecce, Ragusa, Oristano, Sassari, Salerno e Taranto (Zona C) l’accensione massima sarà di 9 ore al giorno dal 22 novembre al 23 marzo 2023.

Nella Zona D (province del centro Italia) l’accensione è prevista dall’8 novembre al 7 aprile per 11 ore al giorno mentre i residenti nella la Zona E (nord Italia) potranno accendere i riscaldamenti a partire da 22 ottobre fino al 7 aprile. Le ore a disposizione saranno 13. Infine, nella Zona F (territori più freddi) non sono previste limitazioni.

Entra nel gruppo offerte di lavoro, bonus, invalidità, legge 104, pensioni e news

Ricevi ogni giorno gratis news su offerte di lavoro ed economia


  1. Telegram - Gruppo

  2. Facebook - Gruppo

E per quanto riguarda la temperatura?

Il Piano nazionale di riduzione dei consumi prevede un abbassamento delle temperature dei riscaldamenti di 1 grado ossia da 20° a 19°. Sono esclusi dall’obbligo gli ospedali e le case di cura. Naturalmente nessuno potrà entrare nelle case dei privati cittadini per controllare la temperatura dei termosifoni. L’esecutivo fa affidamento sul senso civico degli italiani per cercare di ridurre i consumi.