Mutui, i tassi di interesse non arrestano la loro corsa: cosa scegliere tra fisso e variabile?

I tassi di interesse dei mutui continuano a salire rendendo più complicata la scelta tra fisso e variabile. Approfondiamo le ripercussioni di una soluzione piuttosto che un’altra.

Scopriamo quali valutazioni compiere nel momento in cui si deve scegliere tra tasso fisso o variabile di un mutuo.

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Dal mese di febbraio 2022 la vita di tutti noi è cambiata. Le conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina hanno imposto ad ogni cittadino di modificare abitudini, effettuare rinunce, pianificare una diversa gestione delle entrate e delle uscite. In pochi mesi, infatti, l’inflazione ha raggiunto un tasso dell’8,4%, il costo della vita è raddoppiato e le retribuzioni appaiono insufficienti nel supportare lo stile di vita pre-conflitto. Un contesto generale problematico, dunque, a cui si affiancano serie ripercussioni economiche che vanno ad incidere sulle decisioni dei contribuenti. Poniamo il caso dell’acquisto della prima abitazione. Se un anno fa una coppia avrebbe potuto – seppur con sacrifici – mettersi un mutuo sulle spalle dalla rata sostenibile, oggi quella stessa coppia deve sapere che la rata mensile sarà molto più alta a causa dei tassi di interesse in costante aumento.

Mutui e tassi di interesse, la situazione non è idilliaca

I tassi di interesse dei mutui sono in continuo rialzo. Chi proverà ad accendere un mutuo dovrà accettare una rata più alta di circa cinquanta euro optando per il tasso variabile rispetto allo scorso anno. Parliamo, dunque, di una rata mensile di 600 euro invece di 550 per un importo di 140 mila euro (la somma media richiesta da chi vuole comprare casa).

Anche chi ha già attivo un mutuo con tasso variabile dovrà aspettarsi un incremento della rata di circa 50 euro. L’aumento dipenderà, però, dal numero di anni già pagati e dal tasso applicato inizialmente. Più bassi saranno questi valori più alto sarà l’incremento. Diverso il caso di un mutuo con tasso fisso già sottoscritto. Essendo “fisso” non ci saranno cambiamenti per gli intestatari. Le nuove sottoscrizioni con tasso fisso, invece, risultano più complicate.

I tassi di interesse per un fisso sono più alti di 200 centesimi rispetto a 12 mesi fa. Questo si traduce in rate molto più elevate.

Fisso o variabile? Cosa scegliere oggi

Dal punto di vista strettamente economico il tasso variabile è, ancora oggi, più conveniente rispetto a quello fisso ma prima di sottoscriverlo occorrerà essere certi di poter affrontare possibili nuovi incrementi. Ecco perché la soluzione da considerare come migliore potrebbe essere quella del mutuo con tasso variabile con tetto massimo. Si stabilisce, cioè, un limite massimo che la rata non potrà mai superare. Tale soglia, però, potrebbe rivelarsi molto più alta dell’importo previsto con tasso fisso. Di conseguenza sarebbe meglio optare subito per quest’ultimo piuttosto che vivere nel timori di rialzi eccessivi.

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Da scartare, invece, la scelta del mutuo con tasso variabile a rata costante. Tale opzione è piuttosto rischiosa dato che sebbene l’importo della rata non potrà cambiare i tempi di rimborso potrebbe allungarsi parecchio. Oltre al problema dei tassi, poi, si aggiunge quello dell’aumento del costo delle case. Insomma, il mercato immobiliare rischia di diventare ambito esclusivo di chi ha liquidità escludendo giovani e cittadini dai redditi più bassi.