Come difendersi dalla bolletta della luce troppo alta: leggetela bene e contestatela

Per difendersi dalla bolletta della luce occorre saper verificare le voci e gli importi per capire quando è possibile procedere con la contestazione.

Se la bolletta della luce è troppo alta si può contestare ove intervengano determinate circostanze.

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La rimodulazione delle tariffe ha comportato un aumento dei prezzi dell’energia elettrica da capogiro. Rispetto ad un anno fa gli importi in bolletta sono raddoppiati e il solo bonus sociale non è sufficiente per tutelare la popolazione dai rincari. Inoltre, dal mese di ottobre sono previste nuove impennate dei prezzi che rendono la situazione ancora più insostenibile per i consumatori. Piuttosto che aprire la bolletta si preferirebbe camminare sui carboni ardenti eppure non c’è altra scelta. L’importo va pagato oppure l’insolvenza provocherebbe sanzioni e interessi che renderebbero i costi ulteriormente più elevati. Ma prima di procedere con il pagamento di una bolletta stellare è bene verificare le voci perché potrebbero essere stati commessi degli errori.

Difendersi dalla bolletta della luce con la conoscenza

Mai pensare che i dati riportati in bolletta siano sempre veritieri. Gli errori possono essere commessi anche dal gestore dell’utente e, di conseguenza, prima di accettare senza proteste l’importo stellare da corrispondere è bene approfondire la lettura delle voci in bolletta. In primo luogo occorre controllare se la tariffa applicata sia quella reale anche dopo il passaggio al mercato libero. Ci sono tariffe per non residenti oppure per residenti o per un uso non domestico che se applicate potrebbero incidere sulla somma finale da versare.

Per ricevere una bolletta corrispondete ai consumi reali, poi, è opportuno inviare la lettura del contatore nel range temporale indicato sulla fattura. In più, potrebbero essere stati inseriti importi di anni passati caduti in prescrizione. In tal caso non sarebbero più esigibili – la prescrizione per l’energia elettrica è di due anni dalla data di emissione della fattura – e in caso di addebito irregolari sarebbe necessario inviare un reclamo scritto con raccomandata A/R in cui si chiede lo storno della cifra aggiunta illegittimamente.

Contestazione di una fattura con errori

In caso di errori di calcolo, richieste di pagamento di bollette già pagate o aggiunta di costi di servizi non richiesti, l’utente può contestare la fattura. Dovrà contattare la società che gestisce l’utenza, segnalare l’errore e inviare un reclamo. L’istanza dovrà contenere nome e cognome del cliente, l’indirizzo di residenza, il codice cliente, il codice POD e il numero della bolletta di riferimento. In più, nel caso di contestazione di una bolletta già pagata occorrerà allegare la ricevuta di versamento effettuato. La società avrà 40 giorni di tempo per rispondere e altri 90 giorni per procedere con il ricalcolo della fattura e con l’eventuale rimborso.

In alternativa, la contestazione potrà passare per l’ARERA utilizzando il servizio dedicato telematico. Basterà registrarsi al sito dello Sportello per il consumatore dell’energia, compilare la domanda e allegare la documentazione richiesta.