Bonus 200 euro, c’è chi sorride ma altri rischiano: la misura che scotta

Il Bonus 200 euro continua a far parlare di sé con annunci di proroghe e restituzioni. Facciamo il punto della situazione per capire cosa ci aspetta.

Fino ad ottobre i beneficiari dei 200 euro una tantum potranno avere accesso alla misura ma ci sarà anche chi dovrà restituire la somma.

Bonus 200 euro restituzione
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Il Bonus una tantum attivato dal Governo contro i rincari si presenta in forme differenti in base alla categoria di beneficiari a cui si rivolge. La differenza più distintiva è l’erogazione automatica per alcuni cittadini – lavoratori dipendenti, pensionati, percettori del Reddito di Cittadinanza – e previo inoltro della domanda per altri – lavoratori autonomi. Diverse, poi, le tempistiche di pagamento dei 200 euro. In generale, chi non è obbligato all’invio della richiesta ha già iniziato a ricevere il Bonus nel mese di luglio tranne i disoccupati Naspi, DIS-COLL e agricoli che dovranno attendere ottobre come tutti gli altri beneficiari che devono presentare domanda o autocertificazione. Eppure, chi ha ricevuto l’agevolazione non può dormire sonni tranquilli. La possibilità di dover restituire i soldi è reale.

Bonus 200 euro, scattano i controlli sui requisiti

Per ogni categoria di beneficiari del Bonus 200 euro una tantum – qui gli esclusi – sono stati previsti dei requisiti da rispettare per accedere alla misura. Primo tra tutti il requisito reddituale con limite massimo fissato a 35 mila euro di reddito relativo al 2021. I dipendenti, poi, hanno dovuto rispettare una seconda condizione. Parliamo dell’aver beneficiato dello sgravio contributivo dello 0,8% per almeno una mensilità nel primo semestre 2022.

Con il Decreto Aiuti Bis tale obbligo è stato eliminato per i lavoratori in congedo di paternità, le lavoratrici in maternità, i lavoratori in cassa integrazione e i dipendenti assenti per malattia o infortunio oppure per malattia del figlio. Ora l’INPS ha attivato i controlli per verificare che l’erogazione automatica sia stata destinata ai reali percettori del Bonus. Se così non fosse, dipendenti e pensionati dovrebbero restituire la somma ricevuta.

Altri percettori a rischio

Oltre a dipendenti e pensionati, le verifiche sono scattate anche per i percettori del Reddito di Cittadinanza. In realtà tantissime famiglie non hanno ancora ricevuto il Bonus superando l’annunciato mese di erogazione – luglio. Questo proprio a causa dei controlli dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

Ai percettori di RdC non è stato richiesto di rispettare il requisito reddituale dei 35 mila euro – condizione già imputabile alla ricezione del sostegno al reddito – ma una seconda caratteristica. Il Bonus 200 euro spetta solamente se nella famiglia del titolare di Reddito di Cittadinanza non c’è nessun altro membro beneficiario della misura. La normativa, infatti, prevede che i nuclei con un membro percettore di RdC possano ricevere il Bonus una sola volta. In caso di convivenza con un pensionato oppure un lavoratore domestico, ad esempio, non si otterrà alcuna somma oppure sarà chiesto di restituirla.