Occhio a queste bevande: le beviamo tutti ma sono dannose, 7 tipi di cancro

Le bevande alcoliche, fra tutte, sono quelle che più espongono al rischio di contrarre patologie gravi. Incluso il cancro.

 

Difficile rinunciare a un determinato tipo di bevanda. Un po’ per vizio, un po’ per gusto, ne esistono alcune che fanno regolarmente parte delle nostre giornate. Esclusa l’acqua chiaramente.

Bevande rischio cancro
Foto © AdobeStock

Sta di fatto che, accanto alle abitudini, staziona anche una certa consapevolezza sulla bontà di alcune di esse. Ad esempio, più o meno tutti (parlando di adulti) siamo consapevoli della necessità di non esagerare con le bevande gassate, così come di non cedere troppo alla tentazione del proverbiale “goccio”, in riferimento agli alcolici. Proprio questi, infatti, rappresentano una corsia preferenziale per problematiche che rischiano di diventare croniche, qualora naturalmente il ricorso all’alcol sia frequente. Come accade per gli stupefacenti, anche questo può infatti provocare dipendenza e, con essa, tutte le problematiche derivanti a livello mentale e salutare. Gli esperti, del resto, non smettono di monitorare la correlazione fra alcol e malattie, invitando tutti a rifletterci.

Proprio un recente studio, ha messo alla berlina tutti i difetti delle bevande alcoliche, qualunque esse siano. E, soprattutto, la possibilità che queste possano rappresentare un filo diretto con patologie pericolose e, addirittura, con il rischio di sviluppare un cancro. Gli alcolici, infatti, sono le bevande potenzialmente più pericolose in questo senso (e non solo, chiaramente). Nello specifico, almeno sette diversi tipi di cancro potrebbero essere sviluppati dagli alcolici. L’esofago è una delle parti più vulnerabili dell’organismo ma rischiano anche laringe e faringe, oltre al fegato, la cavità orale, il seno e la zona colorettale. Il motivo è semplice: nell’alcol si trova l’etanolo, componente base ma cancerogena.

Bevande alcoliche, perché si rischia di più di contrarre il cancro

Secondo quanto affermato dai ricercatori, il problema dell’etanolo è la sua connessione con il Dna nel momento in cui avviene il processo della sostanza da parte del nostro organismo. In pratica, al momento di generare nuove cellule, ne nascerebbero di compromesse. Inoltre, l’alcol andrà a intaccare anche la produzione degli ormoni regolanti la crescita e la divisione cellulare. Ed è in questo momento che potrebbero manifestarsi dei processi di crescita di cellule tumorali. Senza contare che l’etanolo può provocare anche ulteriori problemi, quali danni ai tessuti e altri fattori di rischio legati ad agenti cancerogeni. In sostanza, il mantra che indica l’alcol come latore di problemi ha ben ragion d’essere. A ciò si aggiungono i numeri. Il recente studio è stato condotto su una platea di 4 milioni e mezzo di persone residenti in Corea del Sud, utilizzando i dati della Sanità pubblica.

Il periodo preso in oggetto dai ricercatori è stato compreso fra il 2009 e il 2011 per la maggior parte dei soggetti. Tuttavia, per alcuni di questi è stato possibile ottenere risultati utili alla ricerca anche nei sette anni successivi. Il riferimento da tenere in considerazione era la quantità di alcol assunta giornalmente nel periodo in oggetto, partendo dal consumo zero fino al consumo sostenuto, passando per l’incremento del consumo, la riduzione o la sospensione.

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I ricercatori dell’Università di Seul hanno riscontrato un rischio inferiore per chi riduce il consumo di alcol mantenendolo entro determinati limiti. Il fattore di rischio più elevato riguarda coloro che consumano mediamente tre o più bevande alcoliche al giorno. Per costoro, naturalmente, sarebbe ideale la rinuncia o, quantomeno, la riduzione del quantitativo. Secondo gli esperti, un primo passo potrebbe essere la riduzione a 6 porzioni (ad esempio 6 bicchieri di vino) da dividere in tre fasi per ogni settimana. Attenzione però: la riduzione dovrà essere propedeutica a un’attenzione sempre maggiore.